di Giulia Quaranta Provenzano
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Oggi vi proponiamo l’intervista che la blogger Giulia Quaranta Provenzano ha realizzato con il liutaio fiorentino. Rispondendo alle domande della nostra collaboratrice Francesco ci ha parlato della sua attività e non solo.


Buongiorno Francesco! Lei si è avvicinato alla liuteria nel 1993 quando, inizialmente interessandosi alla costruzione della chitarra elettrica, dopo un anno si è iscritto alla Scuola di Liuteria di Gubbio che allora era ancora guidata dal suo fondatore ossia dal M° Guerriero Spataffi. Sotto l’attenzione dei Maestri Marcello Di Sante e Ildebrando Minnelli, si è appassionato alla creazione degli strumenti ad arco e nel 1998 ha ottenuto il diploma di Maestro liutaio. Mi piacerebbe domandarle dunque subito come descriverebbe la sua anima in relazione anche e proprio alla Musica. E che cosa la Musica, l’Arte, la manualità rappresentano nella sua vita?
Buongiorno Giulia! La musica, la manualità hanno sempre fatto parte della mia vita e della mia quotidianità – fin da bambino sono sempre stato appassionato di musica, affascinato dagli strumenti musicali che ho sempre considerato degli oggetti meravigliosi e ho sempre svolto attività manuali: mi piaceva disegnare, suonare, fare lavori con il legno, modellismo quindi per me è stato normale cercare un percorso formativo che mi portasse a diventare un artigiano.

Francesco Algieri

Le domando, inoltre, qual è stata la primissima “molla” che l’ha portata ad intraprendere il viaggio nell’Arte appunto e che cosa il creare liuti significa per Lei e che cosa Le piacerebbe significasse tale strumento per i Suoi estimatori.
La molla è stata la mia passione per gli strumenti musicali, ho sempre cercato di capire il loro funzionamento, la loro struttura, la loro storia fino a quando non mi sono deciso a cominciare a informarmi su quali percorsi formativi potessero esistere per entrare professionalmente nel settore. Per quanto riguarda i miei strumenti mi piace pensare che possano essere dei compagni di viaggio per coloro che ci lavorano, ci studiano o anche semplicemente si divertono con essi suonando per hobby.

Pensa che la Sua città natale, Firenze, ma anche le coordinate temporali e famigliari e non soltanto geografiche – in qualche modo – abbiano contribuito a formare la Sua personalità (altresì professionalmente parlando) e – in caso affermativo – ci spiega come e in quale maniera?Penso che la città di nascita e l’ambiente in cui si cresce, in qualche modo, condizionino sempre la personalità. Non ho episodi particolari da raccontare in merito, a Firenze ho avuto modo di incontrare e fare amicizia con importanti liutai che mi hanno guidato nel percorso formativo mentre per quanto riguarda la mia famiglia mi ha sempre lasciato libero di decidere che direzione prendere dunque – sotto questi punti di vista – sono stato fortunato.

Quale pensa che debba essere il ruolo e la funzione della Musica nella società e in questa nostra odierna realtà (e perché)? Ed è del parere che esista e abbia senso parlare di Bellezza in senso universale (nonostante ovvero la sensibilità e il gusto soggettivi, magari più o meno influenzati dalla cultura e da preferenze personali)?
La musica ha un ruolo fondamentale e, come altre forme d’arte, andrebbe promossa molto di più nelle scuole fin dall’inizio del percorso scolastico. Nello studio della musica c’è disciplina ma anche libertà di espressione e divertimento, c’è un percorso personale ma altresì condivisione e attività di gruppo, pertanto la considero una materia fondamentale. Il concetto di bellezza può esistere e di fatto esiste, ha sicuramente senso parlarne però è comunque estremamente difficile – almeno per me – stabilire dei paletti e dei parametri… l’aspetto soggettivo del gusto, di fatto, non lo permette e lo vedo anche nel mio lavoro in quanto, di fronte a uno strumento di qualche importante autore del passato, i giudizi e le opinioni di vari liutai possono essere diametralmente opposte pur consapevoli dell’importanza storica dello strumento.    

Che cosa ritiene che sia l’Amore e come si orienta e si traduce nelle Sue creazioni, nonché nella Sua Scuola di liuteria toscana “Fernando Ferroni” a Sesto Fiorentino dove lavora come insegnante e di cui è il membro fondatore?
Non sono in grado di dare una definizione di “Amore”, svolgo il mio lavoro con passione e impegno, ma non credo che sia per me utile attribuirgli chissà quale valore romantico – sono un artigiano, costruisco strumenti musicali che qualcuno dovrà suonare e utilizzare per creare musica ed emozioni. A mio avviso spetta al musicista questo suddetto compito, il mio è di metterlo in condizione di potersi esprimere fornendogli i mezzi necessari a ciò.

Nel 2006 ha collaborato con il M° Fabio Chiari alla realizzazione e alla pubblicazione del libro “Gli alberi della liuteria italiana classica”, sostenendo e promuovendo lo studio svolto proprio da Chiari che – La cito – mirava a ricercare e riscoprire tutte le varietà di legni usati in antichità per la realizzazione di strumenti musicali. Ebbene, a codesto proposito, ci racconta qualcosa più nello specifico?
La pubblicazione del 2006 dal titolo “Gli alberi della liuteria italiana classica” è stato un interessante lavoro di ricerca relativo ai vari legni che, in passato, venivano usati nella costruzione degli strumenti musicali e che per varie ragioni storiche e/o commerciali, col tempo, sono stati scartati o comunque usati in modo piuttosto limitato. Oltre alla ricerca storica, il progetto prevedeva anche la realizzazione di strumenti musicali con alcuni di questi legni – persino strumenti particolari come quelli medievali.  

Giulia Quaranta Provenzano

C’è una persona alla quale guarda con ammirazione e come esempio (esempio di che cosa?), che a Lei è particolarmente cara?
Persone di riferimento, che ho incontrato, ce ne sarebbero tante da nominare: Maestri, compagni di scuola e di lavoro, amici tant’è che non saprei a chi dare la precedenza. Ognuno mi ha trasmesso qualcosa che ancora oggi mi accompagna in questo mio percorso che continua ormai da più di trent’anni. Sicuramente i Maestri Carlo e Paolo Vettori, due importantissimi liutai fiorentini – i quali sono stati i primi che ho conosciuto e incontrato – li considero due figure per me fondamentali. Ogni volta che ho avuto bisogno di consigli e di sostegno, mi hanno sempre aiutato aprendomi le porte dei loro laboratori e guidandomi nella formazione professionale.   

Infine ci anticipa i Suoi prossimi progetti lavorativi (e privati) a breve e a più lungo termine?
I miei prossimi obiettivi sono continuare a promuovere il mio lavoro e i progetti legati alla Scuola di liuteria toscana che ho fondato nel 2014 insieme a Fabio Chiari, collega ed amico. Dopo dodici anni di attività la Scuola è sempre presente a tutte le fiere più importanti, abbiamo organizzato eventi di richiamo internazionale e proprio nell’ultimo anno abbiamo attivato protocolli di collaborazione anche con alcune università straniere – oltre ad aver formato diversi artigiani, che hanno intrapreso regolare attività nel settore.