di Miriana Kuntz
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La nostra redattrice ha seguito il concerto che l’artista ligure ha tenuto all’ombra del Vesuvio e che si riassume in “Uno spettacolo, quello di Annalisa, dove i sogni diventano sogni scenici, dove il fuoco sia come metafora che come scelta scenografica, restano al centro del discorso”.  

Si è tenuto il 4 maggio 2026 al Teatro Palapartenope di Napoli, la tappa campana di “Ma noi siamo Fuoco- Capitolo II” dell’artista savonese, Annalisa. Ma io sono Fuoco concentra tutte le hit che hanno costruito gli ultimi tempi della sua sfavillante carriera. Con uno spettacolo pensato per i Palasport, ha regalato al pubblico una serata dove la musica diviene una ricostruzione narrativa fatta di danza appassionante, luci drammaturgiche e pop al tempo stesso, con una voce che incanta, accarezza e scuote.
Il concerto si apre col primo segmento “Sogno 1, Il Fuoco”. L’artista, si mostra mentre canta dietro le quinte, attraversando un percorso, giunge al suo pubblico con il brano “Canzone Estiva”. La hit che ha raggiunto il picco in primavera, ben si è allacciata col discorso musicale dell’artista iniziato in inverno con le sue tappe del capitolo I. Il tema del “giudizio” spicca in ogni nota, il corpo di ballo, che entra in scena incappucciato, fa da splendida cornice accompagnando la strabiliante voce di Annalisa.

In “Ragazza Sola”, il pubblico sembra mescolarsi con l’artista. Ogni frase è scandita con forza da entrambe le parti. Un brano che esplora la consapevolezza e la rinascita personale. Un momento in cui si abbraccia il cambiamento celebrando la solitudine non come un tormento, ma come la riscoperta del proprio valore personale. Questo il pubblico lo sa, e a chiara voce sembra ricordarlo a sé stesso, cantando insieme all’artista savonese.
Con “Bye Bye”, Annalisa gioca col suo pubblico, abbandonandosi ad un momento frizzante e giocoso. Le vibrazioni musicali sembrano premere forte sul petto di chi ascolta. Il parterre riprende le movenze del corpo di ballo e si lascia trasportare dalle note effervescenti del brano.

Il momento frenetico, ben presto lascia spazio all’emotività. Nel brano “Il mondo prima di te”, infatti tutto si colora di blu. In un momento intimo ed emozionante la voce magica di Annalisa diviene un balsamo potente.
“Nuda” come un poderoso champagne, è “stappato” dal corpo di ballo. Un gioco di mani accoglie le note, il pubblico impaziente batte il suo corpo a tempo, attendendo la sua beniamina. Annalisa entra in scena con un cambio outfit deciso. Il rosso del primo momento, lascia spazio ad un look total black in pelle. La sua vocalità, segue la scia dell’outfit, e si mescola insieme con la sensualità, intonando il brano “Eva + Eva”. Qui l’artista si muove alla perfezione con passi di danza precisi e controllati, capaci di accompagnare la sua vocalità in maniera eccelsa.

Un arrangiamento quasi acustico, introduce il brano “Movimento Lento” la platea, canta a squarciagola una hit che ha segnato l’inizio estate del 2021.
Dopo il brano “Avvelenata”, Annalisa si rivolge al suo pubblico, ricordando che il suo successo è legato ad un filo invisibile la cui metà è tenuta da chi la sostiene e la ama da anni, fin dal giorno zero. Il titolo del tour “Ma noi siamo fuoco”, prende forza sotto la voce di un’armata innamorata, di un parterre che brilla sotto la richiesta della sua beniamina.

Con “Delusa” si giunge ad un momento che si potrebbe definire quasi “rock”. La musica di Annalisa, si muove verso linee dance pop, synth ed elettropop. I raggi verde fluo sembrano tagliare nel mezzo la sua vocalità profonda.
Ecco che arriva la parte due, con “Sogno 2, il Fiume”. Il brano “Tsnumani”, stavolta non è introdotto in scena dall’artista, ma proprio dal suo corpo di ballo, composto da 14 meravigliosi ballerini. Accompagnati da batteria e tastiera, ognuno di loro vive un momento tutto suo eseguendo passi di danza altamente artistici. Lo stile Vogueing si mescola insieme con la danza moderna regalando al pubblico uno spettacolo adrenalinico. Annalisa riprende la scena indossando un abito ricamato, appesa ad un filo si libra in aria intonando il brano “Stelle”. In una serie di virtuosismi canori, l’artista abbraccia vocalmente il suo pubblico, in una posizione appesa ad un filo irrealistica e surreale.

Con “Sweet Dream” l’artista regala un momento unico. Un dolce sogno, quindi, dove sensualità, potenza vocale e talento, si guadagnano una potente e infinita standing ovation. Il pubblico estasiato batte mani, piedi, grida dinanzi ad un tale talento, sotto lo scroscio di un applauso che sembra non finire mai.
Il brano “Indaco Violento” chiude il secondo sogno e spalanca le porte al terzo “ Sogno tre, La Tigre”. Annalisa seduta al piano, vestita di bianco e frange abbraccia il suo pubblico intonando “Dieci”. La performance ricorda in qualche modo i primordi della sua carriera. Il momento musicale, che sembra sospeso nel tempo, continua col brano “Alice e il blu”, nessun corpo di ballo, nessun arteficio. Annalisa voce e musica regala una terzina intimista che chiude con la sua “Bonsai”.

Il pubblico partenopeo rinnova il suo amore per la cantante savonese. Le regala la maglia del club azzurro col numero 10, un mazzo di fiori e un ritornello iconico come “Oi vita, oi vita mia”.
Seguono tre brani iconici. In “Sinceramente” i ballerini vestiti elegantemente di nero ricordano il mood del video clip. Forse è il brano più atteso dal parterre, che canticchiando la canzone, ripercorre i passi di danza che hanno segnato l’estate 2023. In “Mon amour”, il corpo di ballo suadente, ben si sposa con la voce di Annalisa, a chiudere il brano una serie di baci randomici tra i ballerini, rimarcando il ritornello di “lei che bacia lui, che bacia lei, che bacia me”. Una sferzata di coriandoli inonda il parterre in un clima festoso e gioviale. In “Esibizionista” il tormentone infiamma ancora di più il pubblico.

Un momento fortemente emozionante è quello dove a sorpresa, l’artista savonese, regala al suo pubblico una cover non presente in scaletta. Il brano in questione è “Quello che” dei 99 Posse. Seduta sulle scale, intona il brano dell’anno 1998. Il testo parla d’amore, di un sentimento che non necessita di parole per essere espresso. Questo è quello che Annalisa prova per il suo pubblico, raccontandolo su note e virtuosismi che incanta la folla partenopea, sentendola cantare anche in dialetto campano.
A celebrare il cambio outfit sui toni del giallo e del sabbia, è il brano “Piazza San Marco”, dove l’artista torna su una linea più melodica, su una dolcissima ballad romantica e malinconica.
Con “Amica”, Annalisa canta distesa su un letto volante, un’aura magica ed eterea la avvolge. Distesa su un letto bianco, l’artista parla cuore a cuore col suo pubblico ricordando la fine di un rapporto in modo spietato e senza metafore.

È “Bellissima” il brano con cui Annalisa si avvicina alla fine dello spettacolo. In un meraviglioso e scintillante abito argento, l’artista brilla nell’aspetto e nella vocalità. Canta e balla in mezzo ad un pubblico esausto e felice. In una canzone che unisce la frustrazione di un appuntamento mancato e la necessità di rialzarsi, di sentirsi appunto bellissime. Una sonorità pop e un testo che riflette profondamente sulle relazioni “pacco”-
Una pioggia di coriandoli, celebra la fine di uno spettacolo strabiliante. Performance di “fuoco”, capaci di rimarcare e confermare che insieme al suo pubblico, l’artista savonese, come ricorda il titolo del suo tour, è fuoco puro.
Uno spettacolo, quello di Annalisa, dove i sogni diventano sogni scenici, dove il fuoco sia come metafora che come scelta scenografica, restano al centro del discorso. Un team d’eccezione, quello dell’artista: Daniel Bestonzo lavora a keyboards e synthesizer, accanto a lui Gianni Pastorino. Dario Panza cura drums ed eletronic pads. Il design dello show è affidato a Denso Studio, la cui figura chiave è Jacopo Ricci. Con lui Luca Ascioti e Vittorio Campagnolo.
Il tour, dopo la tappa di Napoli, prosegue con la data del 9 maggio all’Unipol di Milano, poi entra in Sicilia con il Pala Rescifina di Messina il 12 e il 13 maggio, mentre la chiusura è prevista al Palazzo dello Sport di Roma il 16 maggio.