Riceviamo e pubblichiamo
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Dal 25 maggio Cat People riporta nelle sale due film che hanno intercettato prima degli altri le crepe sentimentali, politiche e morali dentro cui l’Italia continua ancora oggi a muoversi. Con Nanni Moretti abbiamo imparato a parlare di noi.

Da oggi, lunedì 25 maggio,  “Bianca” e “La messa è finita” di Nanni Moretti tornano al cinema.
Qui la lista delle sale in continuo aggiornamento: (https://www.catpeople.it/nanni-moretti-cinema/)
Nei due film di Moretti ci sono Michele Apicella e don Giulio, ma in fondo è come se, con loro, ci fossimo anche noi. Bloccati in uno strano senso di distacco dagli altri e in quella ricerca ossessiva di legame dentro l’impossibilità del legame stesso. Fermi nei pensieri e nei drammi morali di una società che non si è ancora risolta.
In “Bianca” (1984) un uomo non sa vivere le relazioni, in “La messa è finita” (1985) un sacerdote non riesce a capire i problemi degli altri. Una nevrosi personale da una parte, una crisi etica dall’altra.
Rivederli in sala dopo quarant’anni significa tornare a leggere il mondo con le lenti di un autore che nel suo cinema ci ha consegnato fotografie di esseri umani in crisi, confusi, ma che, come tutti, alla fine, tra fragilità e tensioni, forse si stavano solo cercando.

Nanni Moretti appartiene alla specie rarissima degli autori che il proprio tempo lo inventano: quella dei cineasti che hanno trasformato il linguaggio quotidiano in immaginario collettivo, il nevrotico privato in gesto politico, la confessione in rito nazionale. I suoi film come un lessico, una temperatura emotiva, un modo di attraversare la realtà che ha lasciato un segno profondo nell’immaginario contemporaneo.
Con la ridistribuzione nelle sale Cat People Distribuzione non riporta soltanto sul grande schermo due opere fondamentali di Moretti. Rimette in movimento uno sguardo lucidissimo sull’Italia, sulle sue inquietudini sentimentali e politiche, sulle fragilità di una generazione che continua ostinatamente a somigliarci.
Quando si pensa all’Italia tra la fine degli anni Settanta e l’inizio dei Novanta, Moretti emerge come una figura inevitabile: intellettuale popolare e anti-popolare insieme, corpo estraneo e specchio fedelissimo del Paese. Ha raccontato la borghesia mentre smarriva i propri codici morali, l’individuo urbano prima che arrivassero i social a trasformare ogni nevrosi in performance permanente.

Oggi, nell’epoca dell’iper-esposizione e della parola consumata in tempo reale, il cinema di Moretti conserva qualcosa di quasi scandaloso: il pensiero. I suoi personaggi parlano per capire, discutono per sopravvivere, si agitano dentro un’etica dello sguardo che appartiene sempre meno al presente. Eppure proprio per questo restano contemporanei. Perché dentro quelle ossessioni, quelle manie linguistiche, quei silenzi improvvisi, continua a esserci il ritratto di un’Italia incapace di smettere di interrogarsi su identità, desiderio, appartenenza.
Rivedere Moretti oggi non significa indulgere nella nostalgia, ma misurare quanto il presente fosse già scritto dentro quel cinema. La paura dell’amore, la crisi delle ideologie, l’incapacità di costruire comunità, il bisogno disperato di autenticità: tutto era già lì, raccontato con un anticipo quasi profetico. Moretti è stato il primo autore italiano a fare dell’io non un rifugio ma un campo di battaglia. Ed è forse per questo che continua a essere necessario: perché i suoi film non chiedono soltanto di essere guardati. Chiedono di prendere posizione.

BIANCA – SINOSSI

Michele Apicella, un giovane professore di matematica, si stabilisce nella nuova casa romana, dove fa la conoscenza del vicinato, una coppia alle prese con la routine quotidiana ed un simpatico e maturo amante della vita.
Solitario, igienista, ossessivo, la sua passione nel tempo libero è l’osservazione dei comportamenti dei propri amici, in particolare delle coppie, di cui analizza e raccoglie meticolosamente i risultati in uno schedario.
Nel frattempo nel nuovo istituto dove va ad insegnare, fa la conoscenza di Bianca, professoressa di francese, con cui tenta una relazione sentimentale.

LA MESSA È FINITA – SINOSSI

Don Giulio fa ritorno a Roma, dove è nato e cresciuto, per sostituire un prete che ha abbandonato l’abito talare e messo su famiglia. Giulio è molto contento di poter rivedere i propri cari, in particolare di riabbracciare la madre e la sorella, e gli amici di un tempo.
Si rende ben presto conto però che nonostante i suoi sforzi per rendersi utile e per dare suggerimenti, non riesce a risolvere i problemi che affliggono chi gli sta intorno, quasi che le sue risposte non potessero più essere di alcun aiuto.
L’infelicità che lo circonda, incrina le sue certezze.
Orso d’argento al Festival di Berlino 1985.

BIANCA - SCHEDA TECNICA
Nazionalità:
Italia
Anno: 1984
Durata: 99 minuti
Formato: 1.85:1, DCP
Colore/BN: colore
Classificazione: Film per tutti
Genere: Grottesco
Regia: Nanni Moretti
Soggetto: Nanni Moretti
Sceneggiatura: Nanni Moretti, Sandro Petraglia
Cast: Nanni Moretti, Laura Morante, Roberto Vezzosi, Remo Remotti, Vincenzo Salemme, Enrica Maria Modugno, Claudio Bigagli, Dario Cantarelli, Margherita Sestito, Giorgio Viterbo
Fotografia: Luciano Tovoli
Montaggio: Mirco Garrone
Scenografie: Giorgio Luppi, Marco Luppi
Costumi: Lia Morandini
Musiche: Franco Pierssanti
Produttore: Achille Manzotti
Casa di produzione: Faso Film / Reteitalia
Distribuzione 2026: Cat People
LA MESSA È FINITA - SCHEDA TECNICA
Nazionalità: Italia
Anno: 1985
Durata: 94 minuti
Formato: 1.85:1, DCP
Colore/BN: colore
Classificazione: Film per tutti
Genere: Drammatico
Regia: Nanni Moretti
Soggetto: Nanni Moretti, Sandro Petraglia
Sceneggiatura: Nanni Moretti, Sandro Petraglia
Cast: Nanni Moretti, Margarita Lozano, Ferruccio De Ceresa, Enrica Maria Modugno, Marco Messeri, Roberto Vezzosi, Dario Cantarelli, Vincenzo Salemme, Eugenio Masciari, Luisa De Santis
Fotografia: Franco di Giacomo
Montaggio: Mirco Garrone
Scenografie: Amedeo Fago, Giorgio Bertolini
Costumi: Lia Morandini
Musiche: Nicola Piovani
Produttore: Achille Manzotti
Casa di produzione: Faso Film
Distribuzione 2026: Cat People