di Miriana Kuntz
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150mila persone per una tripletta sold out allo Stadio Diego Armando Maradona. Per la seconda volta consecutiva Geolier conferma un primato che nessun artista al mondo ha ancora superato. Ma se questi tre show rappresentano la chiusura del suo primo tour negli stadi, sono anche l’inizio di qualcosa di nuovo: nel 2027 l’artista dei record si esibirà solo e soltanto nella sua città per dire ai fan di tutta Italia “NAPOLI È CASA TUA”. Geolier ha annunciato in diretta globale su Prime Video (oltre che sul canale Twitch e sull’app di Amazon Music) il tutto esaurito delle date del 9, 10 e 11 giugno 2027 (inizialmente annunciate) allo Stadio Diego Armando Maradona e ha deciso di aprire a tutti le porte dello stadio napoletano anche il 13, 14 e 15 giugno 2027, per un totale di sei date speciali unicamente nella sua città. La nostra redattrice ci racconta l’evento trasmesso in diretta mondiale.
Sono stati circa 150 mila gli spettatori allo Stadio Diego Armando Maradona, per lo spettacolo di Geolier, l’artista napoletano che il 26, 27 e 28 giugno ha infiammato Napoli. Un traguardo che lascia senza parole, quello raggiunto dal rapper di Secondigliano, Geolier, all’anagrafe Emanuele Palumbo.
Il viaggio dell’artista è partito da Termoli, è proseguito con San Siro a Milano, poi è stata la volta dello Stadio Olimpico di Roma e infine, prima di Napoli, la tappa siciliana allo Stadio San Filippo-Scioglitti di Messina. Cinque città, e l’artista campano ha fatto sold out, polverizzando i biglietti in un lampo. Poi il ritorno a casa, nella città che ha creduto in lui dal giorno zero.

Il concerto del 28 giugno, in diretta mondiale
È stata proprio l’ultima tappa protagonista di una visione “mondiale”. Domenica 28 giugno 2026, infatti, il concerto è stato trasmesso in vetrina internazionale a partire dalle ore 21 su Prime Video e sul canale Twitch di Amazon Music, permettendo ai fan di tutto il mondo di assistere ad uno spettacolo sensazionale.
Lo spettacolo è suddiviso in quattro atti che corrispondono ad altrettante parole chiave del percorso artistico e personale di Geolier: Promessa, Sangue, Riscatto e Gloria.
Uno show quello di Geolier, durato oltre due ore, che è iniziato con un tributo di luci e voci, di un pubblico ormai stanco di aspettare, vorace, in un’attesa che si conclude con l’arrivo del loro beniamino. Geolier entra in scena, vestito di bianco, apre le porte di una serata lunghissima fitta di successi. Dopo una serie di canzoni, l’artista di Secondigliano annuncia una grande sorpresa: le date promesse per il 2027 non sono più tre, ma sei. “Per portare l’Italia a Napoli” afferma l’artista con orgoglio. Una trovata strategica per portare tutta Italia e non solo, tra i quartieri di Napoli, ad osservare le sue bellezze, assaporare le più buone leccornie, respirare l’aria dei quartieri, magari proprio quella di Secondigliano, dove l’artista è nato e cresciuto. Napoli prende lustro all’interno del discorso dell’artista, ci racconta di una Napoli pronta ad abbracciare tutti gli altri, a lasciare spazio a chiunque ami la sua musica e voglia seguirlo, proprio da vicino. “Napoli è casa tua” si prospetta un altro tour di grande successo.
Arriva “Che sole oggi”,una band variegata di uomini e donne lo accompagnano in una hit che rimarca non solo la possibilità di cadere nella vita, ma soprattutto la capacità di rialzarsi dopo aver sofferto. Una speranza che trapela nei suoi versi underground, aggrappandosi ad una fede intima.
Con “L’ultima poesia”, l’artista di Secondigliano, regala al pubblico vibes riflessive: il brano altro non è che una ballata sulla fine di un amore tossico e tormentato.
Un pianoforte melodioso, annuncia il brano “M manc”, hit del 2020 prodotta da Shablo e in featuring con Sfera Ebbasta. Il brano mescola insieme sonorità urban e note malinconiche. Geolier attraversa la passerella, come ad accarezzare il suo pubblico.
Col brano “Stelle”, una coltre di lucine digitali arriva da tutto lo stadio. Il brano estratto dall’album “Tutto è possibile”, esplora la vulnerabilità e la paura di perdere la persona amata. Una canzone in cui l’artista ringrazia la sua metà di avergli insegnato il vero significato dell’amore.

Col brano “Mai per sempre” Geolier mostra le sue ferite, ammettendo che è l’amore spesso la più grande vulnerabilità. Con “Per sempre” l’artista esplora il peso delle promesse, in una canzone che sembra ricordare in ogni sua parte un sound partenopeo, di una Napoli vincente, forte, di cuore.
Tra il pubblico un cartellone nero su bianco dice “Mio fratello non ha fatto in tempo ad abbracciarti, lo faccio io per lui”, in un momento di forte commozione, fragilità. L’artista partenopeo abbraccia quel ragazzo nel pubblico, e il tempo sembra fermarsi, a riprova di una grande umiltà e sensibilità d’animo.
Seguirà la canzone “Chiagne” in collaborazione con Lazza e prodotta da Takagi & Ketra pubblicata nel 2022. Una versione quasi più morbida e distesa, dove l’orchestra accompagna l’artista in questa riflessione intimista.
Sarà la volta del brano “Fotografia”, canzone uscita in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme come primo estratto del suo quarto album in studio. Il brano racconta di amore, nostalgia e del desiderio di immortalare un istante per renderlo eterno. La gente canta a squarcia gola uno dei brani più romantici del rapper napoletano.

A renderlo iconico, tuttavia è il brano “Episodio d’amore” pubblicato nell’agosto del 2024 dall’album Dio lo sa. Un brano che rimarca la tossicità di un sentimento, di cui si ha comunque il desiderio di vivere fin in fondo.
Col brano “Vogl sul a te”, Geolier invita ad una serie di dediche reciproche. Sul led numerose coppie appaiono intente a dedicarsi questo brano il cui significato è semplice ed unico: un attaccamento esclusivo, la voglia di respirarsi, stringersi, viversi per sempre. Sul filone delle dediche proseguirà la canzone “Na catena”, una dedica, dice il rapper di Secondigliano da fare a chiunque si ami, a riprova di una visceralità autentica, di un rapporto che come dice il titolo è proprio una catena.
Nel momento finale, Geolier resta a petto nudo. Tatuato, sudato, elettrizzato, è pronto a dare il meglio di sé al suo pubblico. Canta “Narcos” e poi “Amo ma chi t sap” con Mv Killa. Il loro è un duetto esplosivo che prende a morsi il palco. Con “Cadillac”, una vettura verdastra è sospesa nell’aria. Col Brano “CLS”, una serie di artisti raggiungono il centro palco: Yung Snapp, Mv Killa, Lele Blade. I quattro smettono di essere semplici artisti, ma sono amici che si divertono, mettendo tutto in musica. L’underground esplode sul palco.
Non solo festa, nei brani di Geolier c’è anche il senso etico, come nel brano “Un ricco e un povero”. La canzone esplora le disuguaglianze sociali ribaltando il concetto di ricchezza, mettendo al centro il povero che nascendo con poco ha fame di riscatto. Questo è un momento intimo, l’orchestra e la band gli siedono in torno, in un momento di riflessione profondo.

È il momento del brano più atteso “P Secondigliano”. Il singolo del 2018, fu il brano del suo debutto, un marchio indelebile che poi ha reso l’artista, il grande idolo che conosciamo oggi. L’artista volteggia a diversi metri di altezza, pronto ad avvicinarsi e sorvolare il suo pubblico con estrema vivacità. Gli spettatori si infiammano, con le mani al cielo, saltano senza tregua, in una serata che sembra non voler finire mai.
Dopo la vivacità frizzante del brano d’esordio, Geolier torna al momento intimista. Con “Tutto è possibile” include le strofe inedite dell’artista Pino Daniele, grazie all’autorizzazione e alla collaborazione di Alessandro Daniele, figlio del cantautore e presidente della Pino Daniele Trust Onlus. La traccia apre l’album omonimo dell’artista e funge da tributo e ponte ideale tra due epoche e generazioni musicali diverse della scena napoletana. Una canzone fitta di speranza, in cui l’artista di Secondigliano ammette e racconta che alla fine -tutto è possibile-. Un messaggio di speranza, in cui Geolier invita tutti a credere nei propri sogni.
Seguirà il brano “I pe me, tu p’te”, iconica canzone presentata al Festival di Sanremo nell’edizione 2024 classificandosi seconda alle spalle di Angelina Mango. Il pubblico si infiamma, e canta insieme a lui.
Dopo alcuni altri successi, seguirà il brano “A Napoli non piove”. Un concetto astratto, che rimarca di come il popolo partenopeo anche dinanzi alla pioggia e alle brutture della vita, pensa sempre che domani ci possa essere il sole. Un inno a Napoli, alla sua bellezza, alla sua forza, alla sua voglia dir ricominciare sempre. Una carezza e un vanto, che l’artista di Secondigliano decide di fare davanti agli occhi di tutti, in mondovisione, per la sua bellissima città.

“Give you my love” conclude un concerto esplosivo, viscerale. Geolier termina la sua ultima tappa con un bagno di folla. Una storia magica dove “uno scugnizzo” napoletano, diventa un mito non solo per la sua città, ma anche per tante altre persone sparse nel mondo. Un concerto iniziato sul palco e concluso proprio in mezzo alla sua gente. Il suo posto del cuore, il posto di un artista che nella sua musica ci mette l’anima oltre che la voce.
Una festa della musica, un momento unico per portare Napoli nel mondo. Fuochi d’artificio alle spalle di Geolier chiudono una tripletta straordinaria che l’ha visto protagonista assoluto, in un progetto fatto di musica, speranza, rivalsa e tanto tantissimo cuore.
Composizione band: Cristian Capasso (Basso), Guido della Gatta (Chitarra), Vittorio Landolfi (Batteria), Nicola Abate (Tastiere).
Agnese de Amicis (Primo Violino), Anna Aurora Grieco (Primo Violino), Giada Nugnes ( Prima Viola) Marta Poliello (Primo Cello) & Orchestre d’Italia.
