Riceviamo e pubblichiamo
Credit Image: AbstractPop – Polyptych of 24 canvases, 6 panels shown (detail), 40x40 cm each, by Giorgio Binda
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Dal 22 giugno al 17 luglio 2026 una mostra che asce come una dichiarazione di resistenza estetica: un invito a fermarsi e a ristabilire un contatto visivo e tattile con la fisicità dell’opera d’arte. Il percorso espositivo si snoda attraverso opere che rimettono al centro l’errore umano, l’impronta della mano, la texture cromatica e la vibrazione della luce sulla superficie reale.
“Tracce Analogiche” è il titolo della prossima mostra ospitata dal 22 giugno al 17 luglio 2026 negli spazi di Rossocinabro a Roma.
Nell’epoca della riproducibilità totale e dell’istantaneità virtuale, dove l’immagine si consuma nello spazio di un battito di ciglia su uno schermo, l’arte contemporanea avverte l’urgenza di ritrovare il proprio baricentro nella materia. Tracce Analogiche nel Flusso Digitale nasce come una dichiarazione di resistenza estetica: un invito a fermarsi e a ristabilire un contatto visivo e tattile con la fisicità dell’opera d’arte.

Roma, città stratificata per eccellenza — dove il tempo non si cancella ma si accumula in sedimenti di marmo, pigmento e pietra —, diventa il palcoscenico ideale per questa riflessione. In una realtà dominata dall’effimero digitale, gli artisti in mostra rivendicano la sacralità del gesto, la densità del colore e la persistenza del supporto. La tela, la carta ad alto grammo, il segno inciso e il taccuino d’artista non sono semplici strumenti, ma testimoni di un tempo umano, lento e meditato, contrapposto alla volatilità del flusso algoritmico.
Il percorso espositivo si snoda attraverso opere che rimettono al centro l’errore umano, l’impronta della mano, la texture cromatica e la vibrazione della luce sulla superficie reale. L’esposizione non si pone in antitesi nostalgica con il presente tecnologico, ma apre un dialogo necessario: cosa resta dell’esperienza estetica quando sottraiamo la mediazione di uno schermo?
La risposta è nella forza tangibile di queste opere, che non chiedono di essere “scor some” velocemente, ma pretendono una presenza. Quella dell’artista che le ha create, e quella del visitatore che, finalmente, torna a osservare.

In esposizione opere di: Atta (Antoinette Tontcheva), Giorgio Binda, Bassem H Boustany, Cosmin Brendea (Romania), Jaime Cuadrench, Fiz Domínguez Pérez, Andrea T. Keul, Christian Kleiman, Rebeccah Klodt, Mark Krawczynski, Rahim Lascandri, Qingzhu Lin, Fiona Livingstone, Sara McKenzie, Tarja Pajuniemi, Isolde Rentz, Rosalorenza, Esperanza Suarez-Anaya.
La mostra a cura di Joe Hansen è visitabile da Rossocinebra (Via Raffaele Cadorna 28 · Roma), dal martedì al venerdì, dalle 11:30 alle 17:00 con ingresso libero.
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