di Fabrizio Capra
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Intervista con la cantautrice che ci ha risposto “senza peli sulla lingua”. Nei giorni scorsi l’artista è uscita con il singolo “Troppo Grande”, un brano nato dopo essersi sentita definire “troppo vecchia” dall’industria discografica per meritare il supporto di una major. 

Ciao, le tue note biografiche iniziano con “AvA è una predatrice”: ci spieghi questa tua definizione?
Èun aggettivo che mi hanno “appioppato” dato che il mio soprannome (soprattutto nell’ambito del mio lavoro personale) è “Lo Squalo”. Chissà perché, ehehehehe!

Il nuovo singolo si intitola Troppo grande”: dietro a questo titolo cosa c’è?
Degli uomini pelati, col doppio della mia età e occhiali spessi come fondi di bottiglia, hanno sentenziato che ero “Troppo Grande” per entrare nel roaster della major in questione. Ho preso la palla al balzo per dissarli e sputtanarli. La cosa più divertente però è che anche se non mi hanno presa direttamente, hanno voluto offrirmi un contratto di distribuzione, della serie anche se sei troppo grande sei forte, quindi se poco poco uno dei tuoi brani svolta noi possiamo dire che eri già dei nostri. Conigli.

Troppo grande” è anche un video: ce ne parli?
Ho voluto dare continuità stilistica ed estetica al “dissing” del brano, usando la mia presunta “vecchiaia” come arma dichiarata invece che limite, non a caso ho chiamato la splendida (e “troppo grande”) Letizia Letza per interpretare una donna che presa dall’enfasi del brano si fa letteralmente i cazzi suoi anche in mezzo alla gente. È proprio così che è andata, Letizia ha iniziato a ballare da dentro all’appartamento fino in mezzo al centro città, incurante degli sguardi dei passanti, proprio per affermare che il giudizio altrui è un limite solo per chi lo esprime. La mano onnipresente del regista Adriano Giotti ha dovuto solo seguire e riprendere quello che succedeva, il resto è venuto da sé. Ci tenevo a chiedere la collaborazione di un’attrice di una certa caratura ed età (e sottolineo che la make up Artist Roberta Tirocchi ha dovuto lavorare pesante per invecchiare Letizia, perché dimostra minimo 10 anni in meno di quelli che ha) proprio per togliermi io di mezzo. Non a caso io non ci sono nel mio video, perché tutto il senso di questo brano è di rappresentarmi come hanno voluto vedermi questi signori vestiti casual ma con la schiena bloccata, non a come sono veramente. Sempre per calcare la mano su questo concetto, tutto il book fotografico che accompagna la promozione di “Troppo Grande” è fatto di mie fotografie invecchiate di 40 anni con l’IA, almeno adesso possono darmi della vecchia a ragion veduta!

Essere donna nel mondo della musica. Tu parli di ageismo e sessismo nel mondo della musica?
Perché vorreste dire che non è un problema reale e solo ad appannaggio delle donne? Ok che al momento le tematiche della maggior parte dei brani che circolano in radio e TV sono mirate per lo più ad un pubblico di bonobi (primate della famiglia degli ominidi, ndr) che si esprimono a mono sillabi o a generazioni con evidenti problemi di comunicazione, ma ogni tanto si possono affrontare argomenti anche profondi senza accollarsi… basta farlo con leggerezza.

Quindi ci sono discriminazioni a livello professionale per una cantante donna?
Fatemi il nome di una sola artista italiana (dagli anni 90 in poi) che abbia “sfondato” dopo i 30 anni senza essere mai passata per un talent/TV o aver fatto Sanremo negli anni in cui era più giovane. Ve lo dico io: non esiste. Ligabue ha sfondato alla soglia dei 40 anni. Per un uomo il tempo non è un nemico, per le donne è una data di scadenza certa.

Che cosa si può fare e cosa possono fare i media?
Nulla perché sono quasi tutti servi e conigli. Il giornalismo italiano sta vivendo una crisi senza precedenti, figlia di generazioni di ignavi cresciuti nel benessere e succubi di una politica volgare che ha dimenticato il significato delle parole misura e pudore. Io sono disperata nell’ essere una contemporanea di questa epoca. Nessuno ha più il coraggio di essere il primo in qualcosa, che poi è il segreto di ogni tipo di successo: fare (o dire o vendere) per primi qualcosa che nessuno ha mai detto o fatto prima. Fare gli auricolari bianchi in un mondo di auricolari neri. È così che potevi riconoscere chi aveva un’iphone da chi aveva un qualsiasi altro cellulare. Ma per essere i primi in qualcosa bisogna avere il coraggio che non ha nessun altro: attualmente parliamo di fantascienza.

Chiudo questa intervista chiedendoti cosa auspichi sia per le donne nel mondo della musica sia in generale nella società?
Ti rispondo con il concetto racchiuso nel mio singolo precedente (ed eloquente) “MangiaMaschi”. Viviamo ancora in un mondo fatto di profonde disparità sociali ed economiche. Gli uomini detengono saldamente il potere in quasi ogni ambito. Ma le donne hanno potere sugli uomini. Dunque io mi auspico che inizino ad abusarne per i loro scopi. Qualsiasi essi siano. Quando la lotta è così impari, il fine giustifica ogni mezzo. Mi diverto ad immaginare un governo fantoccio manovrato da una schiera di escort dove gli uomini sono solo burattini nelle loro mani, piegati al loro volere perché questo sì che è un potere che abbiamo solo noi donne. Tutto ciò che fanno gli uomini è principalmente per guadagnare denaro da spendere e ostentare per attrarre il gentil sesso: lavori ben retribuiti, palestra, macchinoni… facciamoli contenti e usiamo il nostro potere contro di loro e vediamo che succede, smettiamola di essere gentili… esistono trascorsi storici antichi di grandi civiltà matriarcali… magari andate a vedere come si stava e come è andata a finire, vi do un indizio: cercate l’etimologia della parola “eroe” (ma non usate l’IA perché la risposta che vi darà non è quella veramente corretta) e dite a quelli della generazione Z di cercare la risposta in un oggetto che si chiama “libro”, fatto di carta, possibilmente di letteratura greca dei primi anni 2000. Possono trovarlo nelle biblioteche… quegli edifici grandi dove entri… insomma spiegateglielo voi, grazie, ahahahaha!!!

Ti ringrazio affermando che Ottiche Parallele sarà sempre al fianco delle donne contro ogni violenza e discriminazione…
Grazie a voi belli!

Ringraziamo AvA per la sua disponibilità e Clarissa D’Avena di Red&Blue Music Relations per la preziosa collaborazione.

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