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Dal 1° ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 la galleria d’arte ospita l’esposizione dei due artisti che pur muovendo da linguaggi e materiali differenti condividono una ricerca nella quale l’opera prende forma nella relazione con ciò che la circonda. Il vuoto non è un’interruzione né un’assenza: è l’elemento che stabilisce distanze, connessioni e tensioni, dando struttura allo spazio e tempo allo sguardo.
Dal 1° ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, Atipografia, galleria d’arte ad Arzignano (VI), presenta “Minuetto”, una mostra che riunisce le opere di Mats Bergquist e Angela Glajcar in un dialogo costruito sul ritmo, sulla misura e sul valore generativo del vuoto.
Per Angela Glajcar, recentemente entrata tra gli artisti rappresentati da Atipografia, si tratta della prima mostra negli spazi della galleria.


Pur muovendo da linguaggi e materiali differenti, Bergquist e Glajcar condividono una ricerca nella quale l’opera prende forma nella relazione con ciò che la circonda. Il vuoto non è un’interruzione né un’assenza: è l’elemento che stabilisce distanze, connessioni e tensioni, dando struttura allo spazio e tempo allo sguardo.
Il titolo della mostra richiama il minuetto, forma musicale e danza fondata su una successione misurata di passi. Allo stesso modo, nelle opere dei due artisti il ritmo nasce dall’alternanza tra pieni e vuoti, materia e luce, presenza e sospensione.
Negli encausti di Mats Bergquist, la superficie monocroma è il risultato di un processo lento di stratificazione e sottrazione. Il gesso viene steso e rimosso, mentre la finitura a encausto, ripetuta più volte, restituisce opere nelle quali il tempo del gesto sembra depositarsi nella materia.
La composizione si estende oltre i limiti del singolo lavoro e coinvolge l’allestimento: la distanza tra le opere, gli intervalli e le porzioni di parete lasciate libere assumono un valore determinante. Lo spazio non è un semplice supporto, ma parte della costruzione visiva.


In Sentiero (2015/2016), la successione degli elementi introduce anche una dimensione fisica e temporale: il percorso dell’opera coincide con quello dello spettatore, trasformando il movimento nello spazio in una misura del vedere.
Angela Glajcar lavora invece con la carta, sottoponendola a un processo di lacerazione, sovrapposizione e ricomposizione. Le sue Terforations sono sculture nelle quali la leggerezza del materiale convive con una forte presenza plastica.
I fogli, disposti secondo sequenze rigorose, formano cavità, aperture e profondità attraversate dalla luce. La regolarità della struttura è continuamente interrotta dall’imprevedibilità dello strappo: l’ordine modulare incontra così una componente organica, dando origine a un ritmo che cambia con il punto di vista e con la percezione dello spazio.


Nelle opere di Bergquist e Glajcar il silenzio non è un tema rappresentato, ma una qualità interna alla forma. Bergquist lo costruisce attraverso la misura delle distanze e il raccoglimento della superficie; Glajcar attraverso le aperture della materia e il passaggio della luce.
“Minuetto” nasce da questa prossimità: un dialogo nel quale le opere non si sovrappongono, ma si dispongono nello spazio secondo una relazione fatta di intervalli, corrispondenze e pause.
È proprio in questa successione misurata, nel passaggio da un’opera all’altra e da una materia all’altra, che la mostra trova il proprio ritmo.
ATIPOGRAFIA
Piazza Campo Marzio, 26 36071 - Arzignano (VI) – Italia
www.atipografia.it/home
info@atipografia.it
Tel: 04441807041
Orari
dal martedì al sabato dalle ore 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:30.
MATS BERGQUIST
Stoccolma, 1960. Vive e lavora a Lövestad, Svezia. Le opere di Mats Bergquist sono realizzate in encausto e protendono alla stessa eternità delle icone. L’opera d’arte, spogliata di qualsiasi segno, figura e spesso anche colore, spinge lo spettatore in una dimensione di concentrazione e meditazione, fino a diventare un’immagine ierofanica. È questo il concetto di cui è intrisa tutta l’opera dell’artista, che egli stesso condensa in questa affermazione: “Ogni quadro deve essere una preghiera”. È uno slancio vitale sempre inquadrato in una dimensione contemplativa. Nell’opera di Mats Bergquist, pittura e scultura si evocano per ricercare delle coordinate spazio-temporali incrinate, che altro non sono che una tensione verso una dimensione ulteriore. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre, sia personali che collettive, svoltesi presso gallerie ed istituzioni pubbliche italiane e straniere, tra cui: Atipografia, Arzignano (VI) (2026 – 2025 – 2022); Galleri Thomas Wallner, Simiris, Svezia (2026 – 2025 – 2024 – 2022); Galerie Wichtendahl, Berlino (2026 – 2024 – 2022 – 2017); Galleri Weinberger Schandorff, Copenaghen (2023); Royal Swedish Academy of Fine Arts, Stoccolma (2022); Galerie Wichtendahl, Berlino (2021); Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro, Bologna (2019); Der Moderne, Monaco (2019); Galleria San Fedele, Milano (2018); MANN - Museo Archeologico Nazionale Napoli, Napoli (2016); Atipografia, Arzignano (VI) (2015); Gunnar Olsson Gallery, Stoccolma (2013); Kunst-Station Sankt Peter Köln, Colonia (2011); Ha prodotto installazioni pubbliche, tra cui: Sweden House, Bruxelles (2009); Bocconi University, Milano (2011); Chiesa di San Fedele, Milano (2019).
ANGELA GLAJCAR
Mainz, 1970. Vive e lavora a Francoforte, Germania. Angela Glajcar è unʼartista tedesca nota per le sue installazioni scultoree realizzate principalmente con carta strappata e tornita a mano. La sua ricerca si concentra sul rapporto tra materia, spazio e luce, esplorando le potenzialità espressive di un materiale fragile e apparentemente semplice. Attraverso strappi, sovrapposizioni e stratificazioni della carta, lʼartista crea forme dinamiche e tridimensionali che dialogano con lʼambiente circostante. Le sue opere, spesso sospese o installate nello spazio architettonico, trasformano la carta in una struttura scultorea capace di generare profondità e movimento. La luce gioca un ruolo fondamentale, attraversando le superfici e creando ombre che amplificano la percezione dello spazio. Il processo di lacerazione della carta diventa così un gesto creativo che rivela lʼinterno della materia. Le sue installazioni evocano al tempo stesso delicatezza e forza, equilibrio e tensione. Il lavoro di Glajcar si colloca al confine tra scultura, installazione e arte ambientale. In questo modo lʼartista invita lo spettatore a riflettere sulla trasformazione della materia e sulla relazione tra vuoto e forma. Nel corso della sua carriera Angela Glajcar ha esposto in numerose mostre personali e collettive presso istituzioni e gallerie internazionali. Tra le più recenti: Landesmuseum Mainz (DE – 2026), Albertina Museum, Vienna (AT – 2025), Museum Pfalzgalerie, Kaiserslautern (DE – 2025), Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Verona (IT – 2023), Jeonbuk Museum of Art (KR – 2021), National Museum of Women in the Arts, Washington (US – 2020), Powerlong Museum, Shanghai (CN – 2019), Museum Wiesbaden (DE – 2017), MOCA Jacksonville (US – 2015). Le sue opere sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui: Albertina Museum, Vienna (AT); Maison Ruinart, Reims (FR); Landesmuseum Mainz (DE); Museum Pfalzgalerie, Kaiserslautern (DE); Union Investment, Frankfurt (DE); Haus des Papiers, Berlin (DE); MOCA Jacksonville (US). Nel 2021 ha ricevuto il Paper Art Award.
ATIPOGRAFIA
Atipografia è una galleria d’arte contemporanea e un’associazione culturale con sede ad Arzignano, in provincia di Vicenza. Fondata nel 2014 all’interno di un’antica tipografia, sviluppa un programma di mostre, residenze e progetti site-specific dedicati alla ricerca artistica contemporanea. Nel 2022 ha riaperto i propri spazi, rinnovati su progetto dello studio AMAA, affiancando all’attività dell’associazione quella della galleria. Diretta da Elena Dal Molin, Atipografia opera come luogo di produzione, esposizione e incontro, promuovendo il lavoro di artisti di generazioni e provenienze differenti. Dopo la riapertura degli spazi con la mostra personale di Arcangelo Sassolino (1967), Il vuoto senza misura, promossa dall’Associazione, il programma espositivo è proseguito con le mostre: Unplugged di Mats Bergquist, Gregorio Botta, Mirko Baricchi, Mattia Bosco; Limbo Incerto di Denis Riva; La forma delle parole di Stefano Mario Zatti a cura di Robert Phillips e Matilde Nuzzo; La cava delle nuvole bianche di Diego Soldà a cura di Luca Massimo Barbero; Luminous Terrain mostra collettiva di Yulia Iosilzon, Grace Mattingly e Guendalina Cerruti; Rhizoma di Josh Rowell a cura di Andrea Maffioli; Babel, mostra personale di Mirko Baricchi; La città fantastica, una mostra di Piero Fogliati in collaborazione con l’Archivio Fogliati; Olhares, prima mostra personale in Europa del giovane artista brasiliano Tarcisio Veloso; Disgelo, una personale di Gregorio Botta; MASQUERADE dell’artista Nero/Alessandro Neretti, con un testo critico di Milovan Farronato. A ottobre 2025 la collettiva Matermània/Matermanìa ha inaugurato un’inedita trilogia espositiva, proseguita con L’ombra delle lucciole e di polvere le stelle.












