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Dal 24 settembre al 22 ottobre 2026 Miles Davis e i grandi del jazz in un corpus di una trentina di scatti folgoranti del fotografo raccolti negli spazi di via San Maurilio 14 in una esposizione a cura di Alberto Barranco di Valdivieso. Inaugurazione giovedì 24 settembre, ore 18:00 allietata da musica jazz, tra cui famosi brani di Miles Davis suonati dai vinili di Guido Desigis.
La Paula Seegy Gallery a Milano apre la stagione espositiva 2026-2027 con la mostra “Il corpo del suono. Ritratti jazz nella fotografia di Fabrizio Garghetti”, a cura di Alberto Barranco di Valdivieso, dal 24 settembre al 22 ottobre 2026.
L’esposizione celebra il centenario della nascita di Miles Davis attraverso un corpus di una trentina di scatti storici, quasi tutti in bianco e nero su carta cotone, che riuniscono alcuni dei maggiori interpreti del jazz internazionale.

La frizzante serata inaugurale è allietata da una strepitosa selezione musicale jazz, tra cui famosi brani del Miles Davis Quintet, dal disco “The Legendary Prestige Quintet Sessions”, suonati dal vivo da Guido Desigis (Desigis Records) con i suoi vinili.
La vivace rassegna fotografica rappresenta un’eccezione nel fil rouge della galleria che da sempre ospita artisti, pittori e scultori principalmente, protagonisti del Novecento.
Fabrizio Garghetti, personaggio attivo della scena culturale dagli anni Sessanta a oggi, con il suo stile immediato e “fulminante”, ha colto l’essenza dei più significativi eventi, personalità e luoghi dell’arte degli ultimi sessant’anni. Vero cronista della cultura, è considerato uno dei più originali fotografi dell’arte, della danza e della musica contemporanee, non solo italiane.
L’appassionante percorso espositivo si concentra sui gloriosi anni ’60-’80, in cui lo sguardo dell’artista va oltre la tradizione della fotografia umanistica, per catturare le emozioni dell’uomo nell’istante stesso della creazione artistica. Attraverso la precisione e la sensibilità di Garghetti, il corpo dei soggetti fotografati si trasforma in linguaggio. Il jazz diventa momento ideale dell’osservazione, in quanto è nell’improvvisazione che il processo creativo si manifesta nella sua forma più evidente, istintiva e irripetibile.
I ritratti esposti testimoniano momenti memorabili di alcuni grandi protagonisti della storia del jazz, come Laurie Anderson, Gato Barbieri, Count Basie, Ray Charles, Ornette Coleman, Miles Davis, Bill Evans, Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie, Charles Mingus, Buddy Rich.


Uno scatto immortala Miles Davis (1983) ripiegato su sé stesso, quasi a isolarsi da ciò che lo circonda, in una concentrazione che sembra trasformare l’esecuzione in un dialogo interiore. Dalla dimensione intima della performance Garghetti passa a un registro completamente diverso con l’immagine dedicata a Buddy Rich (1970), tra i più grandi batteristi jazz, colto in un momento distante dall’usuale virtuosismo: il musicista fischietta con un’espressione ironica e la fotografia restituisce tutto il carattere anticonvenzionale e imprevedibile del personaggio. Garghetti mostra due modi diversi di vivere e interpretare la musica, uno più raccolto, l’altro più spensierato.

In altre immagini ciò che attrae il suo sguardo è il gesto dell’esecuzione come nello scatto dedicato a Ornette Coleman (1980), colto nel pieno della sua ricerca artistica: il musicista sembra infrangere le regole del linguaggio jazzistico per dare vita a una nuova forma ritmica; lo scatto pone in risalto il volto contratto, l’espressione estremamente assorta e il gesto energico della mano. Anche nel ritratto di Bill Evans (1965) Garghetti si concentra sul gesto, declinato in una forma più sfuggente e immateriale: il pianista appare quasi assorto dalla tastiera, le sue mani perdono nitidezza per la rapidità dei movimenti e il corpo perde consistenza, come se diventasse un’estensione del pianoforte, ne restituisce così la sua leggerezza esecutiva, nel momento in cui la musica diventa forma nel corpo.Le immagini esposte danno vita a un percorso unitario e coerente, nel quale ogni interprete conserva la propria individualità. Garghetti coglie il momento in cui la musica passa da esecuzione a dimensione quasi astratta, riesce a entrare nel tempo interiore del musicista nell’attimo in cui il corpo diventa il luogo in cui si manifesta l’arte.

Le fotografie di Fabrizio Garghetti costituiscono una galleria di straordinarie esperienze umane e artistiche, in cui il corpo dei musicisti ritratti diventa il luogo dell’arte. Il fotografo è da sempre attratto dal teatro, dagli artisti, dall’energia del palco e dalla musica: interessi che lo hanno portato a seguire movimenti ed esperienze come Fluxus, Poesia Visiva, happenings, danza contemporanea e jazz, trovandovi alcuni dei suoi interpreti privilegiati.
Le sue immagini testimoniano così il passaggio in cui la musica, pur restando sé stessa, sembra accedere a una nuova dimensione, capace di coinvolgere anche chi osserva, e di sollecitare un’esperienza profondamente personale.
La sua fotografia nasce da una frequentazione diretta e continuativa degli artisti e dei luoghi dell’arte. Nel corso degli anni segue e riprende numerosi protagonisti della scena contemporanea, instaurando con molti di loro rapporti di amicizia e collaborazione.

Fabrizio Garghetti nasce a Salsomaggiore nel 1939. Ottico optometrista come il padre, frequenta i corsi di fotografia dell’Umanitaria di Milano, tra gli anni Sessanta e Ottanta gestisce il negozio Giovenzana, punto d’incontro per artisti, fotografi e galleristi. Inizia il suo percorso di reporter nel 1961, al concerto di Thelonious Monk al Teatro Lirico di Milano, sviluppando subito una particolare passione per il jazz e il teatro. Collabora con il Piccolo Teatro, fotografa musicisti come Miles Davis, John Coltrane ed Ella Fitzgerald e pubblica su Musica Jazz e Jazz Magazine. Documenta il Movimento Studentesco di fine anni ’60 e scatta alcune fotografie pochi minuti dopo la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969. L’attenzione alle nuove espressioni artistiche lo spinge a seguire il teatro d’avanguardia: è l’unico a documentare l’apertura del primo spazio teatrale alternativo italiano, Il Parametro di Franco Quadri (UBU) di Milano, e il primo a testimoniare il Living Theatre al Circo Medini di Milano. Nel 1976 fotografa l’apertura del Teatro Out Off di Milano con Hermann Nitsch, avviando una collaborazione con lo spazio che proseguirà per oltre vent’anni. È legato al gruppo Fluxus, di cui segue gli sviluppi fin dagli esordi e di cui diviene sodale, insieme ad Allan Kaprow e John Cage; fotografandone i principali protagonisti e consegnandoli ad alcune delle sue immagini più celebri. Negli anni ‘80 nasce l’amicizia con il poeta visivo Sarenco e Garghetti diventa uno dei principali testimoni della Poesia Visiva. Particolarmente rilevante è il reportage dedicato a Andy Warhol nel 1987 a Milano, all’inaugurazione della mostra “Andy Warhol. The Last Supper”, al Refettorio delle Stelline: le immagini documentano l’ultimo viaggio in Italia e l’ultima mostra dell’artista. Dal 1989 collabora con la Fondazione Mudima e nel 1990 realizza i reportage di “Ubi Fluxus Ibi Motus. 1990-1962”, progetto di Gino Di Maggio a cura di Achille Bonito Oliva, tra i principali eventi collaterali della Biennale di Venezia. Dedito alla documentazione dell’arte contemporanea, delle performance e dei grandi eventi culturali, è uno dei principali esponenti della “cronaca d’arte”. Nel corso della sua carriera collabora con testate di moda, design, architettura, informazione e cultura, tra cui Vogue, Harper’s Bazaar, Elle Decor, Panorama, Epoca, La Repubblica e Alfabeta. Nel 2025 Alberto Barranco di Valdivieso costituisce l’Archivio Fabrizio Garghetti, per conservare e valorizzare la sua opera. Nel 2026, le sue fotografie di Andy Warhol tornano a Milano nella mostra “Andy Warhol. Passaggio in Italia 1975-1987” alla Galleria del Crédit Agricole, a Palazzo delle Stelline. Le sue fotografie di artisti come John Cage, Daniel Spoerri, Wolf Vostell, Yoko Ono, Nam June Paik, Michelangelo Pistoletto, Arman, Enrico Baj, delle storiche esibizioni di protagonisti della danza contemporanea come Pina Bausch, Merce Cunningham e di rock star come i Rolling Stones o Brian Eno costituiscono, nel loro insieme, una straordinaria testimonianza visiva di oltre sessant’anni di arte, musica e cultura contemporanea.
Titolo Il corpo del suono. Ritratti jazz nella fotografia di Fabrizio Garghetti
A cura di Alberto Barranco di Valdivieso
Sede Paula Seegy Gallery, via San Maurilio 14 – Milano
Date 24 settembre – 22 ottobre 2026
Inaugurazione giovedì 24 settembre, ore 18
Orari da martedì a sabato, ore 12 – 19
Ingresso libero
Info al pubblico paula@paulaseegygallery.com – mob. +39 3404215312 - www.paulaseegygallery.com
