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Tre appuntamenti – 19 ottobre, 16 novembre e 14 dicembre – dedicati al pansoto per raccontare attraverso la cucina personaggi, mestieri, luoghi e memoria della tradizione genovese. L’obiettivo non è proporre un semplice show cooking, né una tradizionale degustazione, ma costruire un’esperienza nella quale il pubblico possa ascoltare una storia, attraversarne l’immaginario e infine ritrovarla nel piatto. La cucina diventa così uno strumento per raccontare Genova.

E se una città potesse essere raccontata attraverso un piatto? E se una ricetta fosse capace di custodire una leggenda, una donna, un mestiere, un quartiere e un frammento della storia di un territorio?
È da questa idea che nasce Il Gastronomo Emozionale, nuovo progetto dedicato alla cultura enogastronomica genovese, ideato per mettere in dialogo cucina, teatro, arte, memoria e turismo esperienziale.
Il protagonista sarà il pansoto, reinterpretato in tre appuntamenti attraverso altrettanti racconti legati alla storia e all’identità della Liguria.
L’obiettivo non è proporre un semplice show cooking, né una tradizionale degustazione, ma costruire un’esperienza nella quale il pubblico possa ascoltare una storia, attraversarne l’immaginario e infine ritrovarla nel piatto.
La cucina diventa così uno strumento per raccontare Genova: i suoi personaggi popolari, il rapporto con il mare, il lavoro, le donne, i quartieri e quelle tradizioni che sono state tramandate attraverso le generazioni.

SI PARTE IL 19 OTTOBRE CON PACCIUGO E PACCIUGA
Il primo appuntamento, in programma lunedì 19 ottobre 2026, sarà dedicato a Pacciugo e Pacciuga, le celebri maschere della tradizione popolare genovese.
Lei, con il caratteristico velo bianco decorato di fiori colorati; lui, marinaio e uomo del porto. Due figure che diventano il punto di partenza per raccontare una Genova sospesa tra terra e mare, vita popolare e leggenda.
Da questo immaginario nascerà una particolare interpretazione del pansoto, realizzata attraverso due forme e due colori di pasta ripiena: un pansoto chiaro, arricchito da fiori colorati nell’impasto, e un pansoto verde.
Il piatto sarà presentato attraverso uno show cooking durante il quale saranno raccontati ingredienti, tecniche, curiosità e riferimenti alla tradizione gastronomica ligure.
Ma l’esperienza non si fermerà davanti ai fornelli.
Il pubblico sarà accompagnato in un racconto dedicato alla Genova popolare, ai suoi caruggi, al porto e al rapporto storico fra la città e il mare. Un percorso nel quale la gastronomia diventa una porta d’accesso alla storia e alla cultura del territorio.
Al termine del percorso, il ritorno negli spazi di Genova Dreams porterà il pubblico al momento della degustazione: la storia appena raccontata diventerà un piatto da assaggiare.

TRE PANSOTI, TRE RACCONTI DI GENOVA
Il progetto proseguirà il 16 novembre 2026 con “Le Donne di Lavagna”, dedicato al pansoto, al cavolo lavagnino e al ruolo della memoria femminile nella trasmissione della cultura gastronomica ligure.
Il terzo appuntamento sarà invece il 14 dicembre 2026, con “Il Grande Pansoto dei Camalli di Sottoripa”, un racconto dedicato alla Genova del porto, del lavoro e dei camalli, attraverso il cibo come testimonianza della vita quotidiana della città.
Tre appuntamenti diversi, dunque, ma un unico filo conduttore: la pasta ripiena come scrigno della memoria.
Con Il Gastronomo Emozionale, una ricetta non viene soltanto preparata. Viene raccontata, contestualizzata e trasformata in esperienza.
Perché anche attraverso un piatto è possibile riconoscere una città, la sua storia e le persone che l’hanno costruita.

INFO E PRENOTAZIONI
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