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Dal 7 al 27 novembre 2026 la mostra si articola attraverso una selezione di circa cinquanta opere di piccole dimensioni: lavori tascabili soltanto nelle misure, ma monumentali nella loro carica emotiva e concettuale. Non si tratta di opere concepite per farsi semplicemente contemplare, ma di dispositivi visivi che chiedono di essere introiettati, vivisezionati e affrontati a viso aperto.
Il Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi dal 7 novembre al 27 novembre 2026 ospita la mostra di Giacomo Bertozzi dal titolo “Posti vuoti – EErcorpse”.
Inaugurazione sabato 7novembre alle ore16 con presentazione critica di Clara Mallegni, artista e direttrice del Museo Ugo Guidi di Massa, qui in veste di critica d’arte.
Dal testo di Clara Mallegni
“POSTI VUOTI: L’Anatomia dell’Invisibile nell’Arte Viscerale di EECORPSE

Il segno come urgenza ed esorcismo
Un segno nero, netto, ossessivo, che recide la superficie bianca del foglio con la precisione clinica di un bisturi e la violenza d’urto di una confessione inconfessabile. È in questo orizzonte di contrasti radicali ed esasperati che si colloca “POSTI VUOTI”, l’esposizione curata per tracciare una mappa intima e spietata dell’universo creativo di EECORPSE (Giacomo Bertozzi). La mostra si articola attraverso una selezione di circa cinquanta opere di piccole dimensioni: lavori tascabili soltanto nelle misure, ma monumentali nella loro carica emotiva e concettuale. Non si tratta di opere concepite per farsi semplicemente contemplare, ma di dispositivi visivi che chiedono di essere introiettati, vivisezionati e affrontati a viso aperto.
Nel lavoro di Bertozzi, l’atto del disegnare perde ogni connotazione di mero esercizio stilistico per riappropriarsi della sua natura primordiale: quella di una vera e propria catarsi viscerale. Tutto viene generato ed eseguito sul momento, senza la mediazione di filtri rassicuranti o di strutture sovrastrutturali. Quando un’emozione, un disturbo o uno stato d’animo diventano troppo ingombranti per rimanere confinati all’interno del perimetro del petto o della scatola cranica, la materia psichica si trasforma in impulso fisico. Ciò che è troppo forte per rimanere puro pensiero finisce per essere letteralmente sputato fuori con violenza e tradotto in segni grafici, note o frammenti scritti, trovando rifugio su fogli, spartiti e tele.

Tecniche, materia e la dialettica del chiaroscuro
Dal punto di vista formale, l’artista adotta una tecnica mista estremamente ricca e stratificata, in cui la classicità della china, la polverosità del carboncino e la nettezza della matita su carta convivono con il supporto delle nuove tecnologie. Alcuni lavori, infatti, in seguito alla loro prima stesura analogica, vengono rielaborati attraverso programmi di pittura digitale, utilizzati principalmente per studiare e testare variazioni cromatiche e strutturali.
Tuttavia, il registro visivo dominante rimane legato a una polarizzazione estrema: un bianco e nero portato fino ai suoi limiti di tolleranza ottica, dove la luce e l’ombra non cercano mai la mediazione del tono medio o della sfumatura rassicurante. I contrasti elevatissimi creano campiture di nero profondo che inghiottono lo spazio e bianchi accecanti che emergono come fratture nella composizione. In questo rigore monocromatico si inseriscono talvolta, con calibrata parsimonia, piccoli ed improvvisi tocchi di colore tratti da palette pastello estremamente rigorose. Lungi dal mitigare la drammaticità della scena, queste parentesi cromatiche agiscono come detonatori visivi: accenti cromatici delicati che, per contrasto stridente, accentuano la percezione di straniamento e la tensione psicologica dell’opera.

Dai ritratti ai demoni interiori: la figura deformata
I soggetti proposti in “POSTI VUOTI” tracciano una parabola visiva volutamente eterogenea ed enigmatica. L’osservatore si trova a muoversi tra ritratti di composta ed elegante armonia, illustrazioni d’ispirazione cartoon e figurazioni grottesche, distorte e inquietanti — queste ultime dichiaratamente predilette dall’artista. Non vi è tuttavia alcuna scissione tra questi registri apparentemente distanti: anche di fronte alle immagini all’apparenza più “innocue” o pacifiche, Bertozzi semina con accuratezza elementi sotterranei e indizi disturbanti. C’è sempre un dettaglio, una sproporzione o un’ombra fuori posto che suggerisce e riporta drasticamente l’osservatore verso una dimensione ben più spaventosa e sommersa, celata appena sotto la patina della quotidianità.
I temi dell’alienazione contemporanea, dell’individualismo imperante, del tormento psicologico e della ricerca maniacale attorno alle malattie mentali e alle parti più oscure della psiche costituiscono l’ossatura concettuale dell’intera esposizione. Le figure di EECORPSE diventano così le personificazioni dei nostri demoni interiori, incarnazioni di un disagio esistenziale che non cerca risposte consolatorie, ma si limita a mostrare la nuda realtà del vuoto.

Il viaggio come motore espressivo e l’identità dell’artista
Il motore pulsante dell’intera produzione di Bertozzi risiede nella dimensione del viaggio e nell’esperienza diretta. I suoi continui e incessanti spostamenti attraverso il mondo non sono semplici itinerari geografici, ma vere e me proprie immersioni antropologiche e psicologiche. L’incontro con persone e personalità controverse, marginali o divergenti, la scoperta di luoghi unici dall’impatto visivo devastante e un’attitudine quasi maniacale alla sperimentazione formale e concettuale rappresentano le costanti che alimentano la sua ricerca.
Cercare una griglia di lettura ortodossa o una coerenza storiografica tradizionale nell’esposizione sarebbe fuorviante. L’unico autentico filo conduttore, il vero perno attorno a cui ruota ogni singola opera e scelta allestitiva, è EECORPSE stesso. O meglio: quel preciso Giacomo Bertozzi fotografato nell’esatto momento storico ed esistenziale in cui l’esposizione viene concepita, assemblata e vissuta.
In “POSTI VUOTI”, oltre alla presentazione dei lavori più recenti e inediti, la curatela ha voluto riproporre due nuclei storici e fondamentali della sua produzione: la celebre serie dei Rusty Papers e il ciclo dei ritratti, offrendo così una prospettiva completa e stratificata sulla sua evoluzione artistica.
”POSTI VUOTI” non si configura soltanto come una mostra di arti visive, ma come una mappa emotiva e un’esperienza di attraversamento interiore: un invito ad affacciarsi sul baratro del taciuto e dell’invisibile, guidati dal segno graffiante e inconfondibile di un artista che ha fatto del proprio tormento un linguaggio universale.”
L’esposizione sarà visitabile su appuntamento al telefono 348-3020538
museougoguidi@gmail.com. Via Matteo Civitali, 33 – Forte dei Marmi
Il giorno successivo domenica 8 novembre altre opere di Giacomo Bertozzi saranno presentate ed esposte al Museo Ugo Guidi 2 – MUG 2 di Massa in via Alberica 6 con inaugurazione alle ore 17.
La Casa Museo Ugo Guidi è inserita nei Luoghi della Cultura del MiBAC, è stata aperta dal FAI, dalla Associazione Nazionale Case della Memoria e dalla Associazione Dimore Storiche Italiane, è nelle guide TCI e Lonely Planet. Il MUG è stato inserito da Google a livello planetario nel The Guide-Tab.Travel. 100 foto di opere di U. Guidi su Wikimedia (Wikipedia) e realtà aumentata del MUG su Ministero Beni Culturali - MIC visibile su Virtique, e ascoltabile in podcast. Il Museo ha a disposizione una professionista per il restauro di manufatti dipinti su supporto ligneo o tessile; manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee; manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti. Per info contattare il Museo. Come raggiungere il museo: Uscita Autostrada Versilia, direzione Forte dei Marmi, proseguire diritto lungo la strada parallela al mare e ai monti fino all'ultima rotatoria di Vittoria Apuana poi, rientrando in Forte dei Marmi, seguire i cartelli rettangolari marroni che indicano il museo. Sul viale a mare di Forte dei Marmi venendo da Viareggio: superato il pontile del Forte oltrepassare tre semafori, poi il cartello a destra indica il museo; da Massa: entrati in Forte dei Marmi dopo il primo semaforo la prima strada sulla sinistra è Via Civitali. GPS: LAT:43.972477 N - LON:10.154887 E www.museougoguidi.it. Facebook Museo Ugo Guidi Vittorio Guidi Twitter @MUSEOUGOGUIDI Instagram MUSEOUGOGUIDI

