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Nuova interpretazione che entra nella gamma dei vini firmati dalla storica cantina punto di riferimento della migliore produzione spumantistica del Trentino. Nel calice si presenta con un colore rosso rubino luminoso. Il bouquet è fresco e fragrante, con sentori di frutti di bosco, fragoline, lamponi e amarene, accompagnati da delicate sfumature speziate. Al palato ritornano le note dei frutti rossi e della mora, sostenute da una piacevole freschezza e dalla morbidezza tipica del vitigno. Il sorso è dinamico, con una trama delicata e un finale finemente speziato.

Una nuova interpretazione del Pinot Nero entra nella gamma dei vini firmati Letrari, storica cantina della Vallagarina da 50 anni punto di riferimento della migliore produzione spumantistica del Trentino, ma non solo. Il nuovo nato, infatti, è un rosso fermo che punta su freschezza, eleganza e versatilità, esprimendo il carattere di un vitigno da sempre protagonista della produzione aziendale, fino a oggi valorizzato soprattutto nelle cuvée Trentodoc.
Conosciuta per i suoi Metodo Classico, la cantina trentina conferma così la propria attenzione anche alla produzione di vini fermi, proseguendo un percorso che affonda le radici nella tradizione vitivinicola della Vallagarina, territorio storicamente vocato alla produzione di grandi rossi. La prima release, annata 2025, è stata tirata in 2600 bottiglie, ma la capacità produttiva a regime per questa etichetta è di 14.000 bottiglie.

Il nuovo Pinot Nero IGT Vigneti delle Dolomiti 2025 Letrari nasce dalla volontà di proporre un vino capace di esprimere la finezza e la riconoscibilità del vitigno attraverso uno stile immediato, fresco e piacevolmente succoso. Una scelta che valorizza le caratteristiche varietali del Pinot Nero, lasciando spazio alla fragranza del frutto e a una struttura equilibrata.
Nel calice si presenta con un colore rosso rubino luminoso. Il bouquet è fresco e fragrante, con sentori di frutti di bosco, fragoline, lamponi e amarene, accompagnati da delicate sfumature speziate. Al palato ritornano le note dei frutti rossi e della mora, sostenute da una piacevole freschezza e dalla morbidezza tipica del vitigno. Il sorso è dinamico, con una trama delicata e un finale finemente speziato.
L’affinamento in acciaio inox e piccoli fusti di rovere contribuisce ad arricchire il profilo aromatico del vino, mantenendo in primo piano la freschezza e l’espressione del frutto.
Vino particolarmente versatile a tavola, si abbina a salumi e formaggi stagionati, carni bianche, faraona, piccione e anatra, ma anche a primi piatti saporiti e preparazioni a base di funghi. Interessante anche l’accostamento con pesci grassi, come tonno e salmone alla piastra. La temperatura di servizio consigliata è di 16°C.

Il Pinot Nero è un vitigno profondamente legato alla storia di Letrari. Coltivato da decenni nei vigneti aziendali, rappresenta una componente importante di alcune delle etichette Trentodoc più rappresentative della cantina, tra cui il Brut Riserva, il 976 Riserva del Fondatore, Quore PieNne e il +4 Rosé Riserva. Con questa nuova etichetta, Letrari ne propone una diversa espressione, scegliendo la vinificazione in rosso per metterne in risalto la freschezza, la delicatezza aromatica e la versatilità.
A fare da cornice è la Vallagarina, dove i vigneti della famiglia si sviluppano su terreni poveri e rocciosi, beneficiando di un microclima particolare, influenzato dall’Ora del Garda. Condizioni che, insieme alle esposizioni favorevoli e alle escursioni termiche, contribuiscono alla maturazione delle uve e alla definizione del loro profilo aromatico.
Il nuovo Pinot Nero IGT Vigneti delle Dolomiti 2025 Letrari è già disponibile per l’acquisto al prezzo di 16,00 euro anche sul sito della cantina www.letrari.it
Distribuito in Italia da Gruppo Meregalli.

A PROPOSITO DI LETRARI
Per capire l’importanza della cantina Letrari bisogna parlare in primis del suo fondatore, Leonello Letrari, classe 1931, uno dei maggiori protagonisti del Trentino vinicolo: sua è l’invenzione per la Cantina Bossi Fedrigotti, all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso, del Fojaneghe, uno dei primi uvaggi bordolesi d’Italia che subito riscosse un successo straordinario, aprendo orizzonti fino a quel momento impensati. Ma Leonello Letrari è considerato soprattutto uno dei padri fondatori della spumantistica trentina. Dopo un viaggio in Francia, Leonello propone ai Conti Bossi Fedrigotti di iniziare a produrre Metodo Classico, ma il successo del Fojaneghe era sufficiente per la nobile famiglia lagarina e così Letrari decide di abbandonare l’azienda e creare con quattro amici – Bepi Andreaus, Ferdinando Tonon, Pietro Tura e Riccardo Zanetti – l’Equipe 5, uno spumante Metodo Classico che segna la storia spumantistica italiana (la prima bottiglia è del 1961) e che arriva a vendere mezzo milione di pezzi l’anno. Il team dei cinque amici, però, dopo alcuni anni si scioglie e Leonello decide finalmente di mettersi in proprio dando vita alla Cantina Letrari, fondata nel 1976 a Nogaredo (TN) con la moglie Maria Vittoria. Nel 1987 entra in cantina la figlia Lucia, fresca di diploma di enologo alla Fondazione Edmund Mach: Leonello la incoraggia a portare avanti la sua visione personale di Trentino e di Trentodoc, da cui nasce la prima cuvée Letrari e l’idea di creare una selezione dalle uve Marzemino per valorizzare piccole partite di qualità. Dieci anni dopo, nel 1997, Lucia e Leonello creano assieme il rosso Ballistarius, sintesi perfetta della lunga esperienza professionale paterna e della lungimirante visione della figlia di unire vitigni internazionali e uve autoctone del territorio. Nel 2000 non inizia solo il nuovo millennio per Letrari, ma è l’anno anche della realizzazione di un sogno: quello dell’edificazione della nuova cantina, che quindi viene trasferita dalla storica sede di palazzo Lodron a Nogaredo a Borgo Sacco di Rovereto, in una struttura modello, rispettosa dell’ambiente e della tradizionale architettura rurale della regione, ricca di tutte le più moderne attrezzature per la vinificazione. Nel 2017 è l’anno della scomparsa di Leonello Letrari: il testimone passa ufficialmente alla figlia Lucia, oggi alla guida dell’azienda affiancata che vede in società anche il fratello Paolo Emilio e la madre Maria Vittoria.  Dal 2025 ad affiancare Lucia in cantina c’è la figlia Margherita, 24 anni. La cantina oggi conta su 12 ettari di vigneti, sparsi lungo la valle dell’Adige, su terreni poveri e rocciosi, che godono di un microclima favorevolissimo, dovuto alla cosiddetta Ora del Garda. Letrari produce 24 etichette diverse, fra spumanti, vini rossi, bianchi e rosati, ma il fiore all'occhiello sono senza dubbio gli spumanti Trentodoc.