Riceviamo e pubblichiamo
foto Alan
Tempo di lettura: 6 minuti – 1154 parole
Il restauro viene eseguito nell’ambito dei lavori della stazione Venezia della Linea C. Le visite guidate dei mesi di maggio e giugno. Il progetto consentirà al pubblico di seguire giorno dopo giorno e visitare di persona uno dei più importanti cantieri di restauro attualmente in corso nella Capitale. Occasione irripetibile per cittadini e turisti.
Presentato il progetto “Cantiere aperto. Le Sale monumentali di Palazzo Venezia” che consentirà al pubblico di seguire giorno dopo giorno e visitare di persona uno dei più importanti cantieri di restauro attualmente in corso a Roma, quello delle Sale monumentali di Palazzo Venezia, ovvero la Sala del Mappamondo, la Sala delle Battaglie e la Sala Regia. Il restauro viene condotto nell’ambito dei lavori di realizzazione della stazione Venezia della Linea C della metropolitana di Roma.
I visitatori potranno verificare lo stato di avanzamento del cantiere attraverso un diario pubblicato a cadenza regolare sul sito istituzionale del VIVE: video-interviste esclusive ai restauratori illustreranno le operazioni in corso, dal consolidamento alla pulitura, fino alla reintegrazione delle superfici pittoriche.
Inoltre due volte al mese, tra maggio e giugno, il pubblico potrà salire direttamente sui ponteggi del cantiere e seguire i progressi dei lavori, guidati sempre dagli stessi restauratori. Cittadini e turisti avranno un’occasione irripetibile: osservare da vicino le decorazioni di uno dei palazzi più importanti di Roma e conoscere dalla viva voce degli esperti le operazioni in corso.

L’apertura del cantiere delle Sale monumentali di Palazzo Venezia rientra nel più ampio progetto “VIVE Cantiere aperto”, concepito per coinvolgere i visitatori nei processi di conservazione degli edifici e delle collezioni del complesso museale. Si tratta di un progetto che il VIVE ha già avviato e sperimentato con successo in passato: parlano chiaro le aperture del cantiere di restauro dell’Altare della Patria e delle sculture del prospetto principale al Vittoriano e dell’Appartamento Barbo a Palazzo Venezia. L’obiettivo è duplice: da un lato impedire che questi luoghi, con l’interruzione delle attività di valorizzazione, finiscano nel dimenticatoio, dall’altro far sì che il pubblico si senta parte attiva della loro tutela.
Per Palazzo Venezia questo progetto assume poi un significato particolare. Per varie ragioni l’edificio è stato per lungo tempo percepito come un luogo opaco e lontano. Tale percezione appartiene ormai al passato. L’apertura delle Sale monumentali si inserisce in una precisa linea di valorizzazione, che ha avuto il suo punto di partenza nello sgombero delle automobili dal Giardino Grande e che ha consentito all’intero Palazzo di tornare al centro sia del grande turismo internazionale sia del cosiddetto turismo di prossimità.

Il restauro delle Sale monumentali fa parte della campagna di consolidamento di Palazzo Venezia e del Vittoriano propedeutica alla realizzazione della stazione Venezia della Linea C della metropolitana, che interesserà l’area circostante per i prossimi anni. Il progetto “Cantiere aperto” consente di trasmettere al pubblico l’immagine di una città capace di innovarsi e, al tempo stesso, di mantenere integro il legame con la propria storia.
Con il progetto “Cantiere aperto. Le Sale monumentali di Palazzo Venezia” il restauro si trasforma in un processo visibile e partecipato: i cittadini possono vivere l’esperienza di vedere da vicino come viene curato e conservato il patrimonio storico. In questa prospettiva il cantiere è concepito come un luogo di ricerca e di dialogo con la comunità, in linea con un’idea di cultura partecipata: la tutela diventa così occasione di coinvolgimento e di condivisione delle conoscenze.

Approfondimenti
Le Sale monumentali
Le Sale monumentali, tre grandi ambienti collocati al piano nobile, vennero realizzate immediatamente dopo il 1464,quando il cardinale Pietro Barbo, che aveva fatto costruire il nucleo originario dell’edificio, ascese al soglio pontificio con il nome di Paolo II. Nel corso dei secoli questi spazi hanno avuto funzioni istituzionali di altissimo profilo: nel 1564 divennero sede degli ambasciatori della Repubblica di Venezia e, a partire dal 1797, accolsero i rappresentanti dell’Impero austro-ungarico.
Successivamente, nel 1916, il palazzo fu rivendicato dall’Italia e le sale furono destinate ad accogliere il Museo del Medioevo e del Rinascimento, prima che nel 1922 Benito Mussolini le scegliesse come sede di rappresentanza del governo fascista.
Nel secondo dopoguerra gli ambienti hanno ospitato le collezioni permanenti e poi, dal 1982, esposizioni temporanee. Alla conclusione del cantiere in corso essi accoglieranno il nuovo percorso stabile con la museografia di Michele De Lucchi dedicato al “Fatto in Italia”, la grande tradizione artistica e artigiana della Penisola dal Medioevo alle soglie del Made in Italy.
La ricchezza e la complessità di queste sale è testimoniata dal fatto che qui si ammirano il Rinascimento e il suo colto recupero negli anni venti del Novecento: agli affreschi e agli apparati scultorei quattrocenteschi, visibili negli stipiti e nel grande camino della Sala del Mappamondo, si affiancano e si sovrappongono soffitti lignei, lampadari, pitture parietali realizzati cinque secoli dopo sotto la guida del soprintendente Federico Hermanin.
Nel corso del tempo questi spazi sono stati teatro di vicende storiche e culturali di grande rilievo, in alcuni casi straordinarie: dalla visita di Erasmo da Rotterdam nel 1509 agli incontri di papa Paolo III Farnese con l’imperatore Carlo V e con Michelangelo, quest’ultimo convocato per parlare del Giudizio della Cappella Sistina; dal concerto del giovane Wolfgang Amadeus Mozart alla direzione dello Stabat Mater di Gioachino Rossini, fino a giungere agli eventi cruciali del Novecento, come l’annuncio dell’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale.

Il restauro
L’attuale restauro delle Sale monumentali si configura come un’operazione particolarmente delicata e complessa a causa dei numerosi interventi che si sono stratificati nei secoli.
I soffitti lignei, che presentavano diffuse alterazioni e le dorature completamente oscurate a causa del passaggio del tempo e delle infiltrazioni d’acqua, stanno beneficiando di operazioni di pulitura dai risultati sorprendenti: sotto gli strati di vernici ossidate e di sporco è riemersa la luminosità originaria dell’oro, restituendo profondità e brillantezza alle decorazioni.
Sulle pareti il lavoro è ancora più articolato, poiché le pitture murali conservano le tracce di interventi che si sono susseguiti nel corso del tempo, richiedendo un’analisi attenta delle stratificazioni, la pulitura, il consolidamento degli intonaci e la reintegrazione accurata della pellicola pittorica.
L’obiettivo dell’intervento è restituire piena leggibilità all’insieme senza però cancellare le tracce della storia del palazzo, operando nel rigoroso rispetto dei principi metodologici del restauro italiano.
Informazioni
Diario online – https://vive.cultura.gov.it/it/
Visite guidate
Date e orari
Sabato 2 e 23 maggio, 6 e 20 giugno, ore 10.00 e 11.30
Le visite sono gratuite fino a esaurimento posti.
Per partecipare occorre indossare i Dispositivi di Protezione Individuale che verranno forniti dall’organizzazione e sottoscrivere una dichiarazione di manleva.
È obbligatoria la prenotazione su Eventbrite:
2 maggio ore 10.00 – clicca qui per prenotare
2 maggio ore 11.30 – clicca qui per prenotare
23 maggio ore 10.00 – clicca qui per prenotare
23 maggio ore 11.30 – clicca qui per prenotare
6 giugno ore 10.00 – clicca qui per prenotare
6 giugno ore 11.30 – clicca qui per prenotare
20 giugno ore 10.00 – clicca qui per prenotare
20 giugno ore 11.30 – clicca qui per prenotare
