Riceviamo e pubblichiamo
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Per la prima volta i due maestri del true crime italiano, Pablo Trincia e Stefano Nazzi, insieme in un video-podcast per presentare i casi della prossima docuserie Sky Crime NAZZI RACCONTA. Da martedì 19 maggio su tutte le piattaforme streaming, sul canale YouTube di Sky Italia, poi su Sky TG24, Sky Crime, Sky Documentaries e on demand.

Per la prima volta i due maestri del true crime italiano insieme in un video-podcast. Nella nuova puntata speciale Trincia incontra Nazzi di Un avvertimento prima di iniziare, Pablo Trincia ospita Stefano Nazzi per un confronto a tutto campo: dai metodi di lavoro alla responsabilità narrativa, dai casi che hanno segnato l’Italia fino alle passioni personali di due autori che hanno ridefinito il racconto del crimine nel nostro Paese.
Il cuore dell’episodio è il caso di Desirée Piovanelli, la quattordicenne uccisa brutalmente con 33 coltellate a Leno, in provincia di Brescia. Nel 2002, tre minorenni e un adulto, spinti da un’ossessione nei confronti della ragazza e dall’incapacità di accettare un rifiuto, pianificano e mettono in atto il suo omicidio. La attirano in una cascina abbandonata con una scusa, tentano di violentarla, poi la uccidono. Agiscono come un branco. Desirée viene ritrovata due giorni dopo la sua scomparsa.

Il caso di Desirée è la prima storia al centro di NAZZI RACCONTA, la nuova docuserie Sky Crime di Stefano Nazzi in esclusiva venerdì 29 e sabato 30 maggio alle 22.30 su Sky Crime, alle 22.50 su Sky Documentaries, in streaming su NOW e disponibile on demand. Nel video-podcast, i giornalisti lo affrontano insieme, esplorando il tema ricorrente della serie: la violenza perpetrata dal gruppo e il crimine come atto collettivo, dove la responsabilità si diluisce e il branco sostituisce la coscienza individuale.
Intorno al caso di Desirée, la conversazione si allarga ad altri episodi, al centro dei successivi episodi di NAZZI RACCONTA in uscita a giugno e luglio, in cui la dinamica di gruppo ha avuto un ruolo centrale: Federico Aldrovandi, picchiato a morte da un gruppo di agenti di polizia, e Luca Sacchi, ucciso da un colpo di pistola con la complicità di più persone. Casi diversi, contesti diversi, ma con un filo comune: la violenza che diventa possibile, o inevitabile, quando si agisce insieme. “C’è sempre una persona da cui tutto inizia, qualcuno da cui parte l’idea. Si tratta spesso di individui che, singolarmente, non avrebbero mai commesso certi atti. Entra in gioco il contagio emotivo: l’idea, non razionale ma potente, che la responsabilità si disperda nel gruppo. ‘Io, da solo, non sono mai il responsabile’. È così che azioni impensabili per il singolo diventano possibili, e a volte inevitabili, quando si agisce insieme” spiega Stefano Nazzi.

La cronaca nera esige un patto con il lettore e con le vittime. Pablo Trincia e Stefano Nazzi affrontano apertamente la questione: cosa significa raccontare storie vere? Qual è il confine tra informazione e spettacolarizzazione? Come ci si prende cura, narrativamente, delle persone coinvolte? A partire dal caso di Desirée, i due autori ripercorrono le storie che hanno segnato l’Italia degli ultimi decenni, da Cogne a Garlasco, da Perugia alle Bestie di Satana, e si interrogano sul ruolo e sulla responsabilità di chi queste storie le racconta.
Ma il racconto va anche al di là dei casi di cronaca che li hanno resi noti: le letture preferite, le influenze, le ossessioni e, inevitabilmente, la domanda che ogni appassionato di true crime prima o poi fa ai maestri del genere: cosa farebbero, oggi, se non fossero i maestri del crimine?