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Da oggi, 10 ottobre, fino al 9 novembre 2025 negli spazi di Via Gregoriana 9 è aperta l’esposizione a cura di Simon Würsten Marin per celebrare la storia e il futuro di un edificio in trasformazione.
Nel cuore di Roma, un edificio con oltre un secolo di storia culturale ma abbandonato da trent’anni sta per perdere le tracce dei suoi usi passati. Come può l’arte intervenire per preservare ciò che rischia di scomparire dalla memoria collettiva?
Dal 10 ottobre al 9 novembre 2025, la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte presenta Chi esce entra. A Tribute Exhibition to a Disappearing Building, un progetto site-specific senza precedenti nella storia dell’Istituto, a cura di Simon Würsten Marin, negli spazi di via Gregoriana 9, a pochi passi dalla storica sede al civico 28.
Riunendo oltre venti artist3 italian3 e internazional3 attiv3 tra scultura, pittura, fotografia, installazione, video e performance, la mostra rende omaggio alla funzione originaria dell’edificio, portando le opere esposte in un dialogo riflessivo e sensoriale con l’architettura.

Artist3: Vincenzo Agnetti, Louise Bourgeois, Francesca Cornacchini, Jesse Darling, Eva Fàbregas, Tarik Hayward, margaretha jüngling, Thomas Julier, Tarik Kiswanson, Corrado Levi, Paul Maheke, Marie Matusz, Mónica Mays, Hana Miletić, Effe Minelli, Lulù Nuti, Francesca Pionati e Tommaso Arnaldi, Aurélien Potier, Hannah Quinlan & Rosie Hastings, Prem Sahib, Davide Stucchi, Grégory Sugnaux, Ian Waelder, Rachel Whiteread

Inaugurato nel 1911 come galleria privata dal noto mercante e collezionista Ludovico Spiridon, l’edificio ha vissuto molteplici trasformazioni e funzioni nel tempo. È stato conosciuto soprattutto come sede di La Cage aux folles, iconico club della vivace vita notturna romana degli anni Ottanta, prima di cadere in disuso. Oggi si presenta come una rovina contemporanea – nascosta nel centro storico e inaccessibile al pubblico, ma non ancora del tutto dimenticata. Con questa presa di possesso effimera, la mostra restituisce vita all’edificio in un atto collettivo di memoria, prima della sua radicale trasformazione come nuova estensione della Bibliotheca Hertziana.
Chi esce entra interpreta l’attuale stato di degrado dell’edificio come una fase ulteriore e significativa della sua storia stratificata e come terreno fertile per l’espressione creativa e il pensiero critico. Al centro del progetto si situa la riflessione sul ruolo e sul potenziale della pratica artistica nel preservare la memoria culturale e, al contempo, nel mettere in discussione la storiografia tradizionale – in particolare eludendo metodologie accademiche e sfumando le narrazioni istituzionali. Le opere del3 artist3 coinvolt3 si confrontano in modi soggettivi, poetici o speculativi con i temi del decadimento, dell’eredità culturale e della politica della memoria. Esse invitano a riflettere su come i processi di ricordo e oblio prendano forma negli spazi pubblici e domestici, contribuendo così a plasmare identità individuali e collettive. Presentate in questo contesto non convenzionale e in rovina, le opere – varie delle quali site-specific – riattivano l’architettura e la storia dell’edificio, sviluppando al tempo stesso trame diverse che espandono l’indagine oltre i muri di via Gregoriana 9.

Il titolo della mostra – Chi esce entra – è tratto da un’opera in feltro di Vincenzo Agnetti del 1971, in cui la frase è marchiata a fuoco e dipinta sulla superficie. Apparente aporia, suggerisce che gli opposti non siano necessariamente esclusivi, ma possano convergere generando prospettive inattese e nuovi significati. In questo contesto, è la scomparsa imminente dell’edificio a innescare il ricordo, offrendo l’opportunità di riscoprirne la storia. In questo modo, invece di apparire come lo scheletro residuo di un luogo ormai vuoto e privato delle sue funzioni passate, come protagonista della mostra, lo spazio torna una volta popolato da opere e visitator3.
Parte integrante della mostra, il programma pubblico di eventi – che include performance dal vivo, visite guidate e una tavola rotonda – offrirà occasioni di dialogo, così come con le comunità artistiche e accademiche. Al termine del progetto sarà pubblicato un volume (Dario Cimorelli Editore) con saggi e un’ampia documentazione sull’edificio e sulla mostra, creando una traccia permanente di via Gregoriana 9.
La mostra è un’iniziativa di Rome Contemporary, un focus di ricerca del dipartimento di Tristan Weddigen, ed è promossa dalla Fondazione Max Planck. La Fondazione è l’attuale proprietaria di via Gregoriana 9, che è riuscita ad acquisire grazie al sostegno di uno sponsor privato. In qualità di costruttore e sviluppatore, la Fondazione sta realizzando il progetto di trasformazione in stretta collaborazione con la Bibliotheca Hertziana.
Simon Würsten Marin (Losanna, 1991) è un curatore, scrittore e docente svizzero-spagnolo. È titolare di un master con specializzazione in Storia dell'arte in un contesto globale conseguito presso l'Università di Zurigo. La sua attività si colloca all'intersezione tra arti visive e performative e si concentra sulla ricezione artistica dei movimenti underground e controculturali dagli anni '70 ad oggi. Dal 2013 ha organizzato numerose mostre e progetti curatoriali in istituzioni e spazi artistici indipendenti in Svizzera, Germania, Argentina, Francia e Austria. I suoi testi critici sono stati pubblicati su riviste svizzere e internazionali come CURA, Nero, Kunstbulletin e Art Basel Stories. Attualmente insegna Teoria dell'arte contemporanea all'ECAL di Losanna. Tra le precedenti esperienze professionali, ha ricoperto il ruolo di co-direttore artistico della biennale Foodculture Days, docente presso l'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Zurigo, assistente curatoriale e accademico presso l'Accademia di Arte e Design di Basilea.
La Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell'arte promuove la ricerca in ambito della storia dell'arte e dell'architettura italiana e globale e fa parte degli istituti del settore degli studi umanistici della Società Max Planck. L'istituto promuove la formazione di ricercatrici e ricercatori di spicco e offre le eccellenti risorse della sua biblioteca e fototeca a studiosi internazionali.
Rome Contemporary è un’iniziativa di ricerca del direttore Tristan Weddigen che rivaluta il significato di Roma nel campo dell'arte durante il XX e XXI secolo e sostiene una ricerca innovativa sulla scena artistica romana, tenendo conto delle sue interconnessioni translocali.
La Fondazione Max Planck (Max-Planck-Förderstiftung) è un’organizzazione privata, indipendente e senza fini di lucro, con il solo scopo di promuovere progetti di ricerca eccellenti, innovativi e orientati al futuro della Max Planck Society. Dalla sua fondazione nel 2006, circa 500 sponsor privati hanno già sostenuto la Fondazione con i loro fondi privati.
| Chi esce entra. A Tribute Exhibition to a Disappearing Building Orari di apertura e accessibilità Via Gregoriana 9, 00187 Roma mercoledì – domenica, ore 16.00–20.00 www.biblhertz.it Prenotazione agli eventi: https://www.biblhertz.it/chi-esce-entra Accesso gratuito Siamo spiacenti di comunicare che a causa delle sue caratteristiche architettoniche, lo spazio sfortunatamente non è accessibile a persone con mobilità ridotta. Contatti Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte Via Gregoriana 28, 00187 Roma |
| Artist3 Vincenzo Agnetti (Milano, 1926 – 1981) Louise Bourgeois (Paris 1911 – New York 2010) Francesca Cornacchini (*1991 a Roma, vive e lavora a Roma) Jesse Darling (*1981 a Oxford, vive e lavora a Oxford) Eva Fàbregas (*1988 a Barcellona, vive e lavora a Barcellona) Tarik Hayward (*1979 a Ibiza, vive e lavora nella Valle di Joux, Svizzera) margaretha jüngling (*1988 a Thusis, GR/Svizzera, vive e lavora a Zurigo) Thomas Julier (*1983 a Briga, vive e lavora a Zurigo) Corrado Levi (*1936 a Torino, vive e lavora a Milano) Tarik Kiswanson (*1986 a Halmstad, Svezia, vive e lavora a Parigi) Paul Maheke (*1985 a Brive-la-Gaillarde, FR, vive e lavora a Montpellier) Marie Matusz (*1994 a Toulouse, vive e lavora a Basel) Mónica Mays (*1990 a Madrid, vive e lavora a Madrid) Hana Miletić (*1982 a Zagreb, vive e lavora a Bruxelles) Effe Minelli (*1988 a Pompei, vive e lavora a Torre del Greco) Lulù Nuti (*1988 a Levallois-Perret, vive e lavora a Roma) Francesca Pionati e Tommaso Arnaldi (*1990 a Avellino/*1993 a Roma, vivono e lavorano tra Roma e Milano) Aurélien Potier (*1992 a Chenôve, FR, vive e lavora a Marseilles) Hannah Quinlan & Rosie Hastings (*1991 a Newcastle/*1991 a Londra, vivono e lavorano a Londra) Prem Sahib (*1982 a Londra, vive e lavora a Londra) Davide Stucchi (*1988 a Vimercate, vive e lavora a Milano) Grégory Sugnaux (*1989 a Friburgo, Svizzera, vive e lavora a Friburgo, Svizzera) Ian Waelder (*1993 a Madrid, vive e lavora tra Francoforte sul Meno e Maiorca) Rachel Whiteread (*1963 a Londra, vive e lavora a Londra) |
| Crediti Mostra Curatore: Simon Würsten Marin Assistente curatoriale: Silvia Carletti Direttore Bibliotheca Hertziana: Tristan Weddigen Assistente esecutiva: Mara Freiberg Simmen Progetto grafico: Susanna Foppoli La mostra è organizzata con il sostegno della Fondazione Max Planck Un ringraziamento particolare all’Archivio Vincenzo Agnetti, Milano |
| Pubblicazione Chi esce entra, a cura di Simon Würsten Marin, con contributi di Tristan Weddigen, Simon Würsten Marin, Margherita Fratarcangeli, He Shen Dario Cimorelli Editore, Milano, 2025 |
| Programma pubblico di eventi: prenotazione obbligatoria mercoledì 29 ottobre 2025, ore 18.00–22.00 Notte di Performance con Lara Dâmaso, Sorour Darabi, ISAM, e oltre giovedì 30 ottobre 2025, ore 17.00 Via Gregoriana 22 Presentazione del catalogo, a seguire tavola rotonda con Anna Puigjaner (ETH Zurigo), Facundo Revuelta (Università di Buenos Aires), Yousef Taha يوسف طه (RIWAQ, Ramallah), moderata da HE Shen 何珅 (ETH Zurigo) |
| Visite guidate con il curatore sabato 18 ottobre 2025, ore 16.00 (ITALIANO) mercoledì 22 ottobre 2025, ore 18.30 (INGLESE) mercoledì 5 novembre 2025, ore 18.30 (ITALIANO) sabato 8 novembre 2025, ore 16.00 (INGLESE) |















