Riceviamo e pubblichiamo
Tempo di lettura: 3 minuti – 629 parole
Dallo scorso 15 maggio è in libreria per Gremese il libro dello scrittore e saggista. Dal mito di Pandora ai robot da compagnia, dai replicanti di Blade Runner alle inquietudini contemporanee sull’intelligenza artificiale: il nuovo saggio affronta uno dei temi più attuali e controversi del nostro tempo, interrogando il rapporto tra tecnologia, desiderio, estetica e relazioni umane.
Cosa accade quando la bellezza smette di essere naturale e diventa progettata? Dove finisce l’empatia e comincia la simulazione? E soprattutto: perché continuiamo a immaginare donne artificiali, sintetiche, create dall’uomo?
In un momento storico in cui l’intelligenza artificiale entra sempre più profondamente nella vita quotidiana — tra chatbot emotivi, companion virtuali, avatar iperrealistici e robot umanoidi — è arrivato in libreria lo scorso 15 maggio “Bellezza artificiale. Il fascino di donne sintetiche, ginoidi e robot sessuali nella letteratura, nel cinema e nella cultura pop”, il nuovo saggio di Paolo Euron, pubblicato da Gremese .

Un libro originale, documentato e sorprendentemente attuale che attraversa miti antichi, letteratura, cinema, televisione e cultura pop per raccontare una figura che da secoli ossessiona l’immaginario collettivo: la donna artificiale.
Dalle statue animate dell’antichità classica a Galatea, da Olympia a Eva futura, fino ai robot contemporanei e alle love doll iperrealistiche, Euron segue il filo rosso di una presenza femminile sintetica che seduce, inquieta e interroga profondamente la nostra idea di umanità. Un percorso che passa inevitabilmente per il cinema e le sue icone: Metropolis, Ex Machina, Westworld, Ghost in the Shell, M3GAN, Barbie e molti altri titoli che hanno trasformato i ginoidi in autentiche icone culturali.
L’apparato iconografico comprende più di 180 immagini a colori, molte inedite, che ritraggono i vari aspetti della bellezza delle donne artificiali nella pittura, nella cultura pop e nel cinema. Molti fotogrammi ritraggono icone dei film di fantascienza. Immagini inedite fornite da aziende orientali produttrici di love doll propongono modelli di bellezza che sarebbe riduttivo pensare in termini di semplice imitazione della bellezza naturale.
Senza moralismi né facili allarmismi, il volume affronta questioni oggi più vive che mai: il confine tra autenticità e artificio, il rapporto tra corpo e tecnologia, il fascino dell’iperrealismo, l’“uncanny valley”, le nuove forme di empatia verso entità non umane e il crescente mercato dei robot relazionali e sessuali.

Attraverso l’analisi di opere occidentali e orientali — dalla fantascienza classica agli anime giapponesi, dai videoclip musicali ai prototipi robotici realmente esistenti — Bellezza artificiale mostra come la figura della donna artificiale non sia soltanto una fantasia futuristica, ma uno specchio delle paure, dei desideri e delle contraddizioni della contemporaneità.
Perché forse, suggerisce il libro, è proprio attraverso ciò che non è umano che possiamo comprendere meglio ciò che ci rende umani.
Paolo Euron è scrittore, saggista e docente. Si occupa di estetica interculturale e letteratura. Professore Associato di Estetica (qualifica MUR), ha insegnato filosofia all’Università di Torino e presso la Chulalongkorn University di Bangkok. Insegna alla European International University – Paris (Asia Office, Bangkok). Sul tema delle donne artificiali ha pubblicato studi accademici presso il M.I.T. e su riviste internazionali, oltre a opere narrative tra cui Androidi ai tropici (Urania Collezione, Mondadori, 2026).
Titolo: Bellezza artificiale
Autore: Paolo Euron
Casa editrice: Gremese Editore
Collana: Saggi illustrati
Formato: 16x23
Pagine: 192
EAN: 978-88-6692-245-2
Prezzo: € 24,90













