Riceviamo e pubblichiamo
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In occasione del National White Wine Day, che si celebrerà il prossimo 4 agosto, vogliamo raccontare una storia d’Italia diversa, attraverso dieci uve che ci accompagneranno in un viaggio emozionante, tra storia, cultura e tradizioni. Dalle Alpi alle isole, sono dieci le uve iconiche protagoniste di un viaggio sensoriale che dimostra come il prestigio enologico possa essere alla portata di tutti: una guida ragionata a dieci etichette imperdibili, tutte rigorosamente proposte a meno di 20 euro, per brindare alla freschezza e alla complessità dello straordinario patrimonio enologico in bianco del Belpaese.

IL GRÜNER VELTLINER, LA RARITÀ IN ALTO ADIGE

Partiamo dall’Alto Adige, tra pendii terrazzati, boschi e vigneti che si spingono fino a mille metri di altitudine, troviamo il Grüner Veltliner, il vitigno più coltivato in Austria: in Italia si trova solo in Alto Adige, con una superficie coltivata di 27 ettari, tutti concentrati nella Val d’Isarco. E qui spicca il Grüner Veltliner Aristos Alto Adige Valle Isarco DOC 2024 di Cantina Valle Isarco, consorzio simbolo della viticoltura di montagna. Ottenuto da uve raccolte e selezionate a mano, il Grüner Veltliner Aristos fermenta per metà in grandi botti di acacia e per metà in acciaio inox, per poi affinare sette mesi sulle fecce nobili. Di un brillante colore giallo con riflessi verdognoli, al naso si distingue per un bouquet delicato e armonioso, in cui le note di frutta fresca si intrecciano a sentori floreali ed erbacei. Al palato conquista per la piacevole speziatura, la vivace freschezza e il finale elegante, lungo e persistente, espressione autentica dell’identità alpina della Valle Isarco.
Da bere con: piatti di pesce, carni bianche e formaggi a pasta molle. Sorprende anche in abbinamento a un risotto alle erbe di montagna o a canederli agli spinaci con burro fuso e salvia. (Costa: 18,60 euro)

IL TRENTINO INTERPRETA LO CHARDONNAY

Il viaggio prosegue tra le vette alpine del Trentino dove il vitigno internazionale Chardonnay ha trovato un’interpretazione d’eccellenza nel Trentodoc, di cui Maso Martis è uno dei produttori più acclamati. La boutique winery della famiglia Stelzer, però, produce in quantità limitatissime anche il fermo L’Incanto Chardonnay Vigneti delle Dolomiti IGT 2024: affinato per 15 mesi in barrique, questo Chardonnay in purezza si presenta con un colore giallo paglierino carico e un profilo olfattivo che spazia dalla frutta esotica matura alle spezie dolci. Al palato è pieno e persistente, sostenuto da una sapidità vibrante e da una nota vanigliata mai invasiva. Da servire fresco per portare le Dolomiti nel calice.
Da bere con: salumi affumicati e speziati o formaggi stagionati, ma anche nei menu di mare, ad esempio con un filetto di branzino al forno con crema di porri o un raffinato risotto ai gamberi rossi, limone e timo. (Costa: 16,50 euro)

IL TREBBIANO E I PROFUMI DEL GARDA

Scendendo verso le colline moreniche che abbracciano la sponda sud del Lago di Garda, incontriamo Buglioni con il Gabriella Lugana DOC 2025: un Trebbiano in purezza firmato dalla cantina guidata da Mariano Buglioni e dedicato alla madre. Questo vino racchiude tutta la luminosità del suo territorio. Al naso sprigiona fiori di ciliegio, gelsomino, rosa bianca e agrumi, mentre al palato rivela una mineralità spiccata e leggere note gessose accompagnate da freschi tocchi di cedro e mela verde.
Da bere con: antipasti leggeri e formaggi morbidi, si esalta con le grigliate di pesce, branzino e ricciola, e con i primi di mare, dai brodetti ai classici spaghetti alle vongole. (Costa: 18,00 euro)

L’ALBANA E L’IMPERATRICE

Attraversando l’Appennino si giunge in Romagna da Branchini 1858 che con Dutia Albana di Romagna DOCG 2021 interpreta in chiave moderna, dinamica e profondamente territoriale il vitigno simbolo della regione: l’Albana. Si narra che attorno al 400 d.c., Galla Placidia – una delle figure femminili più potenti della tarda antichità figlia dell’imperatore Teodosio I nonché regina e poi imperatrice (dell’Impero Romano d’Occidente dal 423 al 435 circa, governando come tutrice per conto del figlio minorenne Valentiniano III) – sostasse col suo seguito in Romagna. Qui, le offrirono in una ciotola di terracotta il biondo vino del posto, l’Albana appunto: Galla Placidia fu deliziata da quel vino e alzando la ciotola esclamò “Non così umilmente ti si dovrebbe bere, bensì berti in oro”. Un vino prezioso, che Branchini da quasi 170 anni produce regalando un profilo olfattivo ricchissimo e avvolgente – dalla susina alla banana, dalla pera all’ananas – rinfrescato da intriganti sentori di aneto. Al sorso stupisce per l’eleganza, sorretto da un tannino vellutato e da una bellissima acidità. Un perfetto camaleonte gastronomico.
Da bere con: i tradizionali tortelli di ricotta alla salvia e la classica piadina romagnola, si presta magnificamente anche a crudità di pesce, piatti di legumi e alle sfumature speziate della cucina orientale. (Costa: 10,00 euro)

IL GRECHETTO, CUORE BIANCO DELL’UMBRIA

Nel cuore verde dell’Umbria, Arnaldo Caprai dimostra che l’eccellenza della cantina non risiede solo nei suoi celebri Sagrantino. Grecante, Grechetto Colli Martani DOC 2025, esalta questa varietà che dalla Grecia è diventata identitaria della regione. Un bianco ricco e sfaccettato: giallo paglierino dai riflessi verdi, regala aromi di pesca gialla, mandorla fresca e un tocco di erbe mentolate; al palato è fresco, dritto, con un allungo minerale e una persistenza lunghissima.
Da bere con: carpacci di mare, preparazioni a base di carni bianche alle erbe o con ricche frittate di zucchine e asparagi selvatici. (Costa: 12,00 euro)

L’INTERPRETAZIONE TOSCANA DEL VERMENTINO

Il Vermentino è un vino-vitigno che è ormai simbolo dei brindisi estivi. Ma questa varietà che unisce le coste di Sardegna, Toscana e Liguria, e che è sempre più coltivata anche in altri Paesi del mondo, può diventare molto di più. Lo dimostra bene Tenuta Campo di Sasso con il suo Occhione Toscana Bianco IGT 2025, n Vermentino in purezza raro e originale, proprio come la specie protetta di uccello acquatico che nidifica tra le dune sabbiose di Marina di Bibbona e che è illustrata in etichetta. Al naso regala note spiccatamente minerali e agrumate (cedro e pompelmo), con suggestioni di salvia. In bocca è fresco, armonico, caratterizzato da un finale sapido e marino che invita costantemente a un nuovo assaggio. Un vino che rompe gli schemi dei classici bianchi da pesce per sposare con orgoglio la cucina toscana.
Da bere con: carni bianche arrosto, cacciagione da piuma, formaggi stagionati e saporite frittate di verdure. (Costa: 20,00 euro)


Rimanendo in Toscana ma scendendo nel cuore caldo della Maremma, la brezza tirrenica incontra la macchia mediterranea con Grillesino e la sua ultima novità: Vermentino Maremma Toscana DOC 2025. Questo Vermentino in purezza, prodotto in una tiratura limitata di sole 6.000 bottiglie, brilla di riflessi verdolini e sprigiona eleganti note di fiori bianchi, salvia e timo. L’ingresso in bocca è agile, lineare e scorrevole, dominato da un’acidità viva e da una spiccata sapidità che richiama la salsedine marina. Un vino immediato e di grandissima beva.
Da bere con: spaghetti allo scoglio e alle vongole, fritture e grigliate di mare, ma anche torte salate, formaggi freschi e insalate estive. (Costa: 14,00 euro)

ZIBIBBO, DALL’EGITTO ALLA CALABRIA

Conosciuto internazionalmente come Moscato d’Alessandria, lo Zibibbo è un vitigno a bacca bianca tra i più antichi del Mediterraneo con origini che risalgono con ogni probabilità all’Egitto tolemaico. Di lì è arrivato in Sicilia e in Calabria, da sempre utilizzato per un vino che i nonni definivano semplicemente “dolce”, un vino piacevole, che veniva spesso usato anche dai sacerdoti durante la messa. Tra il mare Ionio e le colline di Cirò, Santa Venere interpreta l’anima autentica della Calabria attraverso vini identitari e profondamente legati al territorio: il suo Calamacca Calabria Bianco IGT 2023 è uno Zibibbo in versione secca che racconta il volto più mediterraneo della terra in cui nasce. Giallo luminoso con riflessi chiari, al naso esprime note aromatiche di zagara, agrumi e delicati richiami di miele. In bocca è secco, fresco, sapido e di buona acidità, con chiusura fragrante e armoniosa.
Da bere con: crudi di mare, crostacei, primi piatti di pesce, carni bianche e formaggi erborinati delicati, è da provare anche con un risotto agli agrumi o con una frittata di Cipolla Rossa di Tropea IGP. (Costa: 18,00 euro)

INNO AL CATARRATTO E AL GRILLO, BIANCHI SIMBOLO DELLA SICILIA

Attraversando lo stretto di Messina, arriviamo in Sicilia dove l’Azienda Agricola Cortese crea un bianco biologico d’altri tempi: Vanedda Bianco Terre Siciliane IGP 2023. Parte della linea La Selezione dell’azienda, è un vino bianco biologico che nasce da due uve classiche siciliane, il Catarratto e il Grillo, che vengono fermentate sulle bucce proprio come si faceva una volta, secondo tradizione. Per questo, e per il successivo affinamento in grandi botti rovere per 7 mesi, Vanedda si presenta con un caratteristico colore giallo dorato intenso. Il bouquet è ampio e suadente con note di cocco e frutta tropicale, accompagnate da un sottofondo di spezie dolci. In bocca è ricco ma anche estremamente minerale, risalta per struttura e persistenza, governate da un’acidità̀ presente e ben integrata.
Da bere con: pasta con le sarde, pesce spada alla ghiotta, couscous e grandi formaggi storici dell’isola come il Ragusano DOP o il Piacentinu Ennese allo zafferano. (Costa: 19,00 euro)

UN FRANCESE IN SICILIA

Per l’ultima tappa del nostro viaggio giungiamo in un angolo tra i più affascinanti della Sicilia, nel Ragusano. Qui Santa Tresa produce Rina Ianca Sicilia DOC 2025, il suo vino più premiato nei concorsi internazionali. È un vino biologico che unisce il Grillo (al 70%), varietà autoctona siciliana per eccellenza, con il Viognier (al 30%), vitigno francese che a Santa Tresa ha trovato le condizioni climatiche ideali. Rina Ianca racchiude in sé la mineralità e la freschezza del Grillo, che si uniscono all’intensità e allo spessore del Viognier: ne nasce un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdi, nel quale al naso prevalgono le note di frutta bianca, di pesca e di agrumi. Al palato domina la sapidità e la larghezza sempre bilanciate dall’ottima acidità, la chiusura è dolce con un retrogusto di nettarine.
Da bere con: antipasti di pesce e molluschi, primi piatti con condimenti di pesce e verdure, secondi di pesce e crostacei. Ottimo anche con salumi. (Costa: 10,00 euro)