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Dall’8 ottobre 2026 al 28 gennaio la Fondazione Giorgio Griffa propone una esposizione che mette in dialogo due protagonisti della pittura contemporanea appartenenti a generazioni e contesti culturali differenti, accomunati da una stessa concezione della pittura come processo aperto, non interamente governato dalla volontà dell’artista.
La Fondazione Giorgio Griffa presenta dall’8 ottobre 2026 al 28 gennaio 2027, Giorgio Griffa Zhang Enli, una mostra dedicata alla pittura e al suo rapporto con una realtà in continuo mutamento.
Realizzata in collaborazione con Xavier Hufkens, galleria con sede a Bruxelles che rappresenta entrambi gli artisti, la mostra mette in dialogo Giorgio Griffa e Zhang Enli, due protagonisti della pittura contemporanea appartenenti a generazioni e contesti culturali differenti, accomunati da una stessa concezione della pittura come processo aperto, non interamente governato dalla volontà dell’artista.

Il percorso riunisce una selezione di opere recenti, realizzate da Giorgio Griffa tra il 2019 e il 2023 e da Zhang Enli tra il 2025 e il 2026. I lavori si alternano nello spazio costruendo una sequenza di ritmi, corrispondenze e discontinuità, in un confronto che attraversa Oriente e Occidente, segno e colore, gesto e meditazione, vuoto e pieno.
La mostra prende le mosse da un interrogativo: come può la pittura, linguaggio tradizionalmente statico, restituire un mondo intrinsecamente dinamico e in perenne trasformazione?Giorgio Griffa e Zhang Enli individuano due percorsi paralleli. Entrambi rinunciano alla pretesa di dominio dell’autore sull’opera, riconoscendo alla pittura una propria autonomia e affidandosi a ciò che accade sulla superficie nel corso del lavoro. La tela non diventa il luogo di un’immagine da imporre, ma quello di un processo da accompagnare.

Per Giorgio Griffa il dipingere è un esercizio di ascolto. Sulle tele non intelaiate, il segno, il colore e gli intervalli lasciati liberi non costruiscono immagini concluse, ma rendono visibili energie, successioni e movimenti. L’artista non impone alla pittura una forma prestabilita: accompagna il processo, lasciando che sia la pittura stessa a indicarne lo sviluppo.
«Sono io al servizio della pittura anziché la pittura al servizio mio» scrive Griffa, descrivendo una pratica nella quale l’identità dell’opera non deriva dal controllo del segno, ma dalla disponibilità ad accogliere quanto emerge sulla tela.
Nelle opere di Zhang Enli, il gesto pittorico fissa invece essenze, percezioni e campi emotivi. Linee, velature e aree di colore si sovrappongono e si trasformano, dando origine a composizioni nelle quali memoria, corpo e immaginazione sembrano affiorare senza tradursi in una rappresentazione univoca.
«Quando mi trovo davanti alla tela, la mia mente è vuota», afferma Zhang Enli. Il quadro nasce attraverso successive apparizioni e cancellazioni: un’area di colore può essere conservata oppure coperta, mentre l’immagine prende forma senza che il suo esito sia conosciuto in anticipo. Ogni opera diviene così un’esplorazione dell’ignoto, analoga all’imprevedibilità della vita.

Pur nella diversità dei loro linguaggi, Griffa e Zhang Enli condividono una pittura intesa non come strumento di rappresentazione o affermazione individuale, ma come forma di conoscenza. Il pittore entra in relazione con la materia, il tempo e il gesto, accettando di essere parte di un processo più ampio della propria intenzione.
Tra le opere di Giorgio Griffa figurano Bomoco e Domupoz, entrambe del 2019, Oceanie blu e Oceanie rosaviola del 2022 e Disordine AS del 2023: lavori nei quali il colore attraversa la tela grezza secondo sequenze, aggregazioni e pause che mantengono visibile il carattere aperto dell’opera.
La selezione di Zhang Enli comprende The Person in the Mirror e Film Director del 2025, insieme a The Thinker e Born in the Year of the Horse del 2026. Le opere sono percorse da linee fluide, sovrapposizioni cromatiche e forme in trasformazione, sospese tra evocazione figurativa e costruzione astratta.

L’accostamento tra i due artisti non ricerca analogie formali immediate, ma rende evidente una comune attitudine: lasciare che il dipinto conservi le tracce del proprio farsi. In questa prospettiva, la pittura non descrive semplicemente il divenire del presente, ma si fa essa stessa divenire, registrandone esitazioni, vibrazioni e possibilità.
Il progetto è accompagnato da un testo di Giulio Caresio per la Fondazione Giorgio Griffa e da un contributo di Joshua Gong, autore e profondo conoscitore del lavoro di Giorgio Griffa e Zhang Enli. In occasione della mostra è inoltre prevista la pubblicazione di un catalogo con i testi e le immagini delle opere esposte.
8 ottobre 2026 – 28 gennaio 2027
Fondazione Giorgio Griffa Via Lessolo, 19
10153 Torino
Grazie alla Galleria Xavier Hufkens di Bruxelles per il supporto. Testi di Giulio Caresio e Joshua Gong
www.fondazionegiorgiogriffa.org
Orari di apertura
Opening: giovedì 8 ottobre 2026 dalle ore 18.00 alle ore 20.00
La mostra è aperta dall’8 ottobre 2026 al 28 gennaio 2027 seguendo i seguenti giorni/orari: Ogni giovedì dall’8 ottobre al 12 novembre 2026, dalle ore 15.00 alle 19.00 e su appuntamento. Dal 13 novembre 2026 al 28 gennaio 2027, solo su appuntamento.
Apertura straordinaria dal 27 ottobre al 1° novembre 2026, tutti i giorni dalle ore 11.00 alle 19.00; venerdì 30 ottobre, in occasione dell’Art Week, è previsto un aperitivo dalle ore 18.00 alle ore 20.00.
Giorgio Griffa (Torino, 1936) è noto per la sua pittura di colori ad acqua e segni «della mano di tutti» su tele libere, non preparate e dipinte a terra, espressione delle conoscenze del suo tempo e di un mondo in continuo cambiamento. Dal 1968, Griffa esplora in cicli di lavoro paralleli le relazioni tra tempo, spazio, memoria e materia. Molte le sue mostre personali e collettive internazionali importanti, dalla Biennale di Venezia nel ‘78, ‘80 e 2017, a Prospect ‘69 e ‘73 alla Biennale di San Paolo nel ‘77 e nel 2021. Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni, dalla Tate Modern di Londra al Centre Pompidou di Parigi, e in numerosi musei italiani e stranieri, tra cui Dallas Museum of Art e Museum of Fine Art di Huston, Serralves a Porto, MUDAM in Lussemburgo, LAM a Lille, CAC a Ginevra, Castello di Rivoli e GAM a Torino, Museo del Novecento e Gallerie d’Italia a Milano, Mart a Rovereto, MACRO a Roma, cui si è aggiunto quest’anno il MAXXI con un’importante acquisizione.
Zhang Enli (provincia di Jilin, Cina, 1965). Le opere liriche su tela di Zhang Enli traggono spesso ispirazione da oggetti apparentemente ordinari: dalle scatole di cartone e dai pezzi di spago alle strutture urbane e agli elementi paesaggistici. I loro titoli descrittivi rimandano a soggetti riconoscibili, ma i dipinti stessi vanno oltre la rappresentazione. Anziché raffigurare questi soggetti in modo letterale, l’artista cerca di coglierne le qualità essenziali e immateriali. Tra le mostre personali istituzionali selezionate figurano: Expression, Long Museum di Shanghai, Cina (2023); Portrait, He Art Museum (HEM), Guangdong, Cina (2023); The Bird Cage: a temporary shelter, Galleria Borghese e l’Uccelliera, Roma (2019); Landscape, Museo d’Arte contemporanea di Villa Croce, Genova (2013); e Space Painting, ICA, Londra (2013). Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni, tra cui la Tate di Londra, Regno Unito; il Centre Pompidou di Parigi, Francia; M+ di Hong Kong, Cina; la Galleria Borghese di Roma, Italia; la Royal Academy of Arts di Londra, Regno Unito; M HKA di Anversa, Belgio; la Power Station of Art di Shanghai, Cina; il Guangdong Museum of Art di Guangzhou, Cina; il West Bund Museum di Shanghai, Cina; e il Long Museum di Shanghai, Cina.
FONDAZIONE GIORGIO GRIFFA
Dopo 50 anni di carriera e di attività del maestro, nel 2016 il figlio Cesare Griffa e il nipote Giulio Caresio danno vita all’Archivio Giorgio Griffa per documentare e valorizzare il patrimonio di opere, scritti e materiali. Il cuore dell’Archivio pone le basi per la costituzione della Fondazione Giorgio Griffa, che nasce nel 2023 per mano dell’artista. La Fondazione sviluppa progetti espositivi, curatoriali ed editoriali per promuovere l'arte contemporanea e collaborazioni tra artisti a partire dall'opera e dal pensiero di Giorgio Griffa. Per questo, nel 2024 apre a Torino il proprio Art Space, sede di mostre ed eventi d’arte per la cittadinanza e il territorio. La Fondazione è guidata da Giorgio Griffa assieme a un team composto da Cesare Griffa e Giulio Caresio per la programmazione artistica ed editoriale, Sara Bigazzi e Chiara Fusetti per il coordinamento comunicazione e progetti, Federico Rizzo per allestimenti e documentazione fotografica, Chiara Pipino per la gestione dell’Archivio e Arlon Hernandez per la logistica.
