a cura della Redazione
Tempo di lettura: 6 minuti – 1080 parole
Intervista con l’artista che recentemente ha pubblicato il singolo “Nelle mie mani”. Nella chiacchierata ci ha raccontato come ha imparato a plasmare il proprio suono e perché, oggi più che mai, riprendere il controllo della propria vita sia l’unico atto di rivoluzione possibile. Ci ha parlato inoltre del suo nuovo singolo e dei suoi progetti futuri.

Esistono artisti che non usano la musica solo per intrattenere, ma come un vero e proprio strumento di indagine interiore. Sgvmo è uno di questi. Partendo dalle poesie scritte tra i banchi di scuola fino ad arrivare a una maturità sonora che fonde l’urgenza del rap alla delicatezza del cantautorato, il suo percorso è una ricerca costante di verità.
In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo, “Nelle mie mani“, abbiamo incontrato Sgvmo per esplorare la sua “lente” creativa: una prospettiva che non teme di mostrare le crepe e le fragilità, trasformandole in un messaggio di autodeterminazione e speranza. In questa chiacchierata per Ottiche Parallele, ci racconta come ha imparato a plasmare il proprio suono e perché, oggi più che mai, riprendere il controllo della propria vita sia l’unico atto di rivoluzione possibile.
Ciao Sgvmo, benvenuto sulle pagine di Ottiche Parallele! Partiamo dalle origini: quando nasce il tuo amore per la musica e in quale momento hai capito che dovevi “prenderla tra le mani” e farne un percorso serio?
La musica è sempre stata parte di me. Da bambino scrivevo poesie, era il mio modo di capire e dare forma alle emozioni. A 13 anni ho iniziato a trasformarle in canzoni, e in quel momento ho capito che volevo farne un percorso serio. Ho capito che la musica non era solo un passatempo, ma un linguaggio con cui potevo raccontare me stesso e, speravo, anche toccare chi mi ascolta.
Ottiche Parallele esplora spesso le diverse sfaccettature dell’arte. Cosa rappresenta per te la musica e, nello specifico, come descriveresti la “lente” attraverso cui Sgvmo osserva e racconta il mondo?
Per me la musica è un mezzo per comprendere e trasmettere le emozioni più profonde. La lente di Sgvmo è quella della consapevolezza e della vulnerabilità: osservo il mondo attraverso le fragilità, le difficoltà e le contraddizioni, cercando sempre di trasformarle in energia e speranza. La mia prospettiva è sincera e diretta, senza filtri, e punta a raccontare la realtà senza paura di mostrare la mia parte più fragile.

Quali musicisti hanno ispirato il tuo stile? C’è qualcuno che ti ha insegnato l’importanza di avere il controllo totale del proprio sound?
Non ho riferimenti fissi; ascolto di tutto e mi lascio contaminare da generi diversi. Il rap mi ha insegnato la precisione nella metrica e nell’uso delle parole, il cantautorato mi ha insegnato a costruire melodie e a curare la delicatezza poetica. Collaborare con molti produttori e artisti mi ha aiutato a capire come plasmare il suono in modo coerente, ma senza mai perdere la mia identità.
Il tuo nuovo singolo s’intitola “Nelle mie mani”. È un brano che parla di autodeterminazione, di responsabilità o di una sfida contro il destino? Cosa vuoi trasmettere a chi premerà “play”?
“Nelle mie mani” parla di prendere consapevolezza della propria vita. Riconoscere il dolore e la fragilità è importante, ma la vita è nelle nostre mani. Il brano vuole trasmettere speranza e forza, e mostrare che possiamo cambiare le cose se ci impegniamo davvero.

Questo singolo sembra l’inizio di una nuova consapevolezza. Fa parte di un progetto più ampio, magari un concept album, o preferisci muoverti per capitoli singoli?
Per ora mi sto concentrando sui singoli. Ogni traccia ha una coerenza tematica forte, e ognuna racconta un pezzo di questa nuova fase del mio percorso. Un album non è escluso in futuro, ma il focus resta sulle canzoni che possono comunicare emozioni dirette e immediate.
Oltre alla promozione di “Nelle mie mani”, quali sono i tuoi prossimi progetti? Ti vedremo presto in una dimensione live o visiva particolare?
Sto preparando altri singoli e qualche performance live. Voglio che chi mi segue possa vivere la musica in maniera completa, non solo ascoltandola, ma sentendone le vibrazioni e le emozioni. Ci saranno anche alcune sorprese, quindi invito tutti a seguirmi.

Sgvmo, classe 1996, lavora al suo progetto artistico da oltre quindici anni. Inizia a scrivere testi a 13 anni, utilizzando il rap come primo strumento per dare forma a pensieri, inquietudini e conflitti interiori: quella che nasce come esigenza personale diventa, nel tempo, un percorso strutturato e consapevole. Cresciuto con l’influenza del rap italiano più introspettivo, trova riferimenti nella profondità lirica di Marracash, nella scrittura emotiva di Claver Gold e nell’attitudine di Axos. Parallelamente, sviluppa una forte attrazione per l’urban pop internazionale e per artisti come Drake e The Weeknd, che influenzano la sua evoluzione verso sonorità più melodiche e contemporanee. Negli ultimi anni, il suo stile si è trasformato in una sintesi tra rap e cantato, con un’identità sonora che unisce introspezione, atmosfere cupe e aperture melodiche. Lo studio del canto gli ha permesso di affinare tecnica e interpretazione, consolidando un approccio sempre più maturo alla scrittura e alla performance. Ha portato il suo progetto live in diversi locali e contest, costruendo un rapporto diretto con il pubblico e sviluppando una dimensione dal vivo intensa e intima, coerente con il suo immaginario artistico. Tra i brani più rappresentativi del suo percorso si segnalano: “Brani nel cloud”, “Moncler”, “Idee” e “Svegliami” (disponibili su Spotify, Apple Music e tutte le principali piattaforme digitali). Il suo target principale è composto da uomini e donne tra i 16 e i 35 anni, una generazione che vive pressione sociale, fragilità emotiva e bisogno di autenticità. La sua musica parla a chi si sente fuori posto, a chi combatte con l’ansia, con il senso di inadeguatezza e con la paura di non essere abbastanza. L’obiettivo di Sgvmo è costruire un progetto artistico capace di lasciare un segno reale nel panorama urban pop italiano, portando al centro la fragilità come forma di verità e non come debolezza. Nei prossimi anni punta ad ampliare in modo significativo la propria fanbase, consolidare un’identità sonora riconoscibile e trasformare il live in uno spazio emotivo condiviso, dove il pubblico possa sentirsi rappresentato senza filtri. L’ambizione è costruire una carriera solida e duratura, capace di crescere nel tempo e di parlare a una generazione che ha bisogno di autenticità, profondità e coraggio emotivo.
Ringraziamo Sgvmo per la disponibilità e Valentina Seneci di Red&Blue Music Relations per la preziosa collaborazione.
