Riceviamo e pubblichiamo
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L’estate 2026 in Valtellina si muove lungo tre grandi tendenze del turismo outdoor contemporaneo: la ricerca di luoghi freschi dove sfuggire al caldo delle città, il desiderio di vivere esperienze attive nella natura e una nuova attenzione verso micro-avventure accessibili, legate alla scoperta del territorio. Tra rifugi, itinerari storici e percorsi nella natura, la montagna valtellinese si conferma così una delle destinazioni più versatili della stagione.

LA MONTAGNA COME DESTINAZIONE A PROVA DI CALORE
In questa nuova ricerca di evasione, l’esperienza in quota è centrale: ghiacciai, rifugi e laghi montani nel cuore delle Alpi rappresentano una scelta sempre più attrattiva.
In Valmalenco, valle fresca e scenografica, questo si traduce in camminate come quella verso il Lago Lagazzuolo, dove le acque turchesi a 1.900 metri offrono un immediato senso di ristoro. Quest’estate l’alta Valmalenco, campo Moro e Franscia, ai piedi del gruppo del Bernina, si confermano mete ideali per chi cerca refrigerio e natura in alta quota: grazie a un servizio navetta gratuito attivato dal Comune di Lanzada insieme agli operatori del territorio, sarà possibile raggiungere comodamente rifugi, alpeggi, sentieri e mete alpine oltre l’interruzione della strada comunale, vivendo un’esperienza autentica tra silenzi, aria fresca e panorami spettacolari lontani dalla calura estiva, con collegamenti attivi ogni giorno da metà giugno a fine agosto.

Spostandosi verso un altro grande polo alpino, l’altopiano di Livigno rappresenta una delle destinazioni più affidabili per chi cerca frescura anche nei mesi più caldi. Qui, tra il Piz Paradisin e le aree in quota del Carosello 3000, non sono rare leggere imbiancate estive, legate a perturbazioni fredde provenienti dal Nord Europa. A conferma di questa “freschezza”, in occasione dell’evento 1K shot e gara da li contrada – previsto per giovedì 27 agosto 2026 – il centro del paese si trasforma in una pista da sci nordico grazie alla tecnica dello snowfarming, che consente di conservare la neve della stagione invernale e riutilizzarla per l’evento.

Proseguendo lungo l’arco valtellinese, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio si sviluppa una rete di oltre 600 km di sentieri tra ghiacciai, vallate e percorsi storici. Il sistema di impianti di risalita (aperture previste dal 4 luglio al 6 settembre) consente di accedere facilmente alle quote più elevate del comprensorio di Bormio, rendendo l’alta montagna accessibile anche per esperienze brevi ma immersive. Dormire in rifugio diventa un modo diretto per lasciare alle spalle il caldo e immergersi completamente nell’ambiente montano. È ad esempio il caso del Rifugio Pizzini (Santa Caterina Valfurva), circondato dai ghiacciai e dalle grandi cime dell’Ortles-Cevedale, dove il paesaggio glaciale domina ogni prospettiva e diventa parte integrante dell’esperienza.

Infine, per una gita ristoratrice di grande impatto paesaggistico, i Bei Laghetti – conosciuti come “le Maldive di Bormio” – rappresentano una delle mete più iconiche del comprensorio. Si raggiungono tramite gli impianti fino alla vetta di Bormio 3000, per poi imboccare il sentiero che scende tra le pietraie d’alta quota del Monte Vallecetta. Dopo circa un’ora di cammino in ambiente selvaggio si aprono gli specchi d’acqua turchesi, incastonati nella roccia. Il percorso prosegue per la Baita del Pastore fino ad arrivare a Sobrettina. Da qui un ampio sentiero, prevalentemente pianeggiante ma con alcuni tratti di salita e discesa, porta in località La Rocca. Attraversate le piste da sci, si prosegue fino a Comane e si scende poi a Bormio 2000 dove parte la funivia che ritorna a Bormio.

ACTIVE ESCAPE: ESPERIENZE AD ALTA INTENSITÀ
Per chi vive la montagna in modo dinamico, la Valtellina propone trekking panoramici, salite in quota e itinerari scenografici tra le grandi vallate alpine.
Una prima proposta per muoversi nel territorio valtellinese è quella che arriva dalle Guide del Parco delle Orobie Valtellinesi, guide alpine e accompagnatori di media montagna, esperti conoscitori del territorio che accompagnano escursionisti, famiglie e gruppi alla scoperta di sentieri, vallate e ambienti naturali in totale sicurezza. Il programma “Con le Guide nel Parco” propone per il 2026 ben 45 escursioni curate da 18 Guide Parco, suddivise in quattro aree tematiche: naturalistiche, dedicate alla scoperta di flora, fauna e paesaggio alpino; storico-culturali, tra alpeggi, tradizioni, storia locale e gastronomia di montagna; esperienziali, con attività immersive come acquerello, danza o cerimonia del tè; e infine percorsi pensati per bambini e famiglie, dove la natura si esplora attraverso gioco e creatività.

Un’offerta sempre più inclusiva e internazionale, con uscite anche in inglese, francese e spagnolo rivolte ai visitatori stranieri che frequentano il vicino Lago di Como, e itinerari accessibili grazie all’utilizzo delle joelette, speciali carrozzine fuoristrada che permettono anche alle persone con disabilità di vivere la montagna: sono già una trentina i sentieri idonei individuati sul territorio provinciale, descritti sui portali Dappertutto e Valtellina Outdoor. Ad esempio, sabato 20 e domenica 21 giugno si terrà una due giorni al cospetto dei giganti orobici per osservare i ghiacciai nascosti, ospiti della Baita Pesciola per condividere l’esperienza di autogestione in bivacco. Domenica 28 giugno Tour della Val Belviso sulle tracce del lupo, seguendo un tratto della gran via delle Orobie tra praterie e laghi alpini.

Spostandosi da ovest verso est sul versante delle Alpi Retiche nella bassa Valtellina, la seconda proposta è quella dell’escursione all’Alpe Legnone, con partenza da Delebio: si parte immersi nel silenzio del bosco della Val Lesina, tra vecchie mulattiere militari e baite isolate, per poi uscire improvvisamente su pascoli aperti con una vista enorme che spazia dal Lago di Como fino alle cime della Valtellina. La salita è costante con rapidi cambi di atmosfera. L’arrivo al Baitone di Legnone dà una sensazione quasi “alpina estrema” nonostante la durata contenuta dell’escursione: un panorama vastissimo che trasmette energia e libertà. È uno di quei percorsi che concentrano in poche ore la sensazione di entrare davvero in montagna

Un terzo livello di esperienza si trova in Valle Spluga, lungo l’itinerario che collega Madesimo al Rifugio Bertacchi e al Passo di Niemet. È un’escursione di media difficoltà che sale fino al confine italo-svizzero a 2.294 metri, attraversando paesaggi d’alta montagna e toccando il lago d’Emet. Il percorso, con partenza dalla frazione Macolini, richiede circa due ore di salita ed è ideale per entrare in contatto con la montagna senza affrontare difficoltà tecniche elevate. Salendo di intensità, sul versante occidentale della valle, il percorso verso il Bivacco Val Loga rappresenta invece una sfida più impegnativa. Da Montespluga si risale verso il Monte Cardine su un sentiero che richiede buona preparazione fisica e un approccio più esperto all’ambiente alpino, in luoghi più isolati e selvaggi.

Accanto a queste attività, non mancano percorsi pensati in modo specifico per le famiglie con bambini, che permettono di vivere la montagna in maniera ancora più ludica e immediata. Tra questi spicca il parco dell’Acqua Merla, in Valchiavenna, a Campodolcino, un’area verde attrezzata dove natura e gioco si incontrano: tra ampi spazi all’aperto, zone picnic e il caratteristico “serpentone” d’acqua con le biglie in corsa, i più piccoli possono muoversi ed esplorare in sicurezza, mentre gli adulti godono di un contesto rilassante e accessibile. Un’esperienza semplice e coinvolgente, ideale per avvicinare i bambini alle attività in montagna attraverso la scoperta e il gioco.

MICRO-AVVENTURE TRA NATURA, STORIA E IMMAGINAZIONE
Accanto ai grandi itinerari, emergono esperienze più lente e accessibili che intrecciano natura, memoria storica, creatività e scoperta del territorio.
Nei dintorni di Bormio una delle esperienze più sorprendenti dell’estate 2026 è il Triassic Park della Valle di Fraele, in Valdidentro, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio. Qui si trova infatti la cosiddetta “valle dei dinosauri”, uno dei siti paleontologici più importanti delle Alpi, dove su pareti di dolomia affiorano centinaia di metri di impronte fossili risalenti a oltre 210 milioni di anni fa. Le tracce, attribuite a dinosauri erbivori del Triassico, possono essere osservate con il cannocchiale dai belvedere lungo i sentieri escursionistici della valle, trasformando una semplice passeggiata in una gita dal sapore “scientifico”.

Sempre in Alta Valtellina, il percorso del Filon dei Mot e Monte Scorluzzo propone invece un viaggio nella memoria della Grande Guerra. L’itinerario attraversa trincee, postazioni militari e osservatori del fronte italo-austriaco oltre i 3.000 metri di quota, in uno degli scenari più estremi combattuti sulle Alpi. Grazie ai contenuti audio e multimediali disponibili tramite l’app Valtellina Outdoor, il trekking unisce conoscenza naturale e racconto storico.

Spostandosi in Valdisotto, il Bosco Incantato – Omen del bo’šch accompagna invece i visitatori lungo un itinerario ad anello nel bosco, arricchito da installazioni artistiche e sculture in legno dedicate agli animali e alle figure fantastiche della montagna. Pensato anche per famiglie e bambini, il sentiero trasforma la passeggiata in un’esperienza sognante, dove natura e creatività dialogano lungo tutto il percorso.

A chiudere questo itinerario tra micro-avventure e scoperta del territorio è la Valmalenco, dove il ritmo rallenta tra piccoli nuclei rurali e testimonianze della civiltà alpina. I mulini di Castello dell’Acqua (borgo posto a mezza costa di fronte a Chiuro) raccontano un passato fatto di acqua, pietra e lavoro contadino, immerso in un paesaggio che conserva ancora oggi il fascino delle architetture tradizionali. Il percorso etnografico parte da contrada Cavallari, attraversa boschi, frutteti e vigneti e risale lungo una mulattiera fino ai mulini. Qui, accanto alle strutture dove si macinavano i cereali, si ritrovano ancora le tracce della vita rurale: la “pila” per la battitura delle castagne, la “grat” per l’essiccazione, le antiche fucine (importante monumento di archeologia industriale), i forni comunitari e i frantoi.

L’Azienda di Promozione e Formazione della Valtellina è Azienda Speciale della Provincia di Sondrio e ha l’obiettivo di comunicare e promuovere questo territorio montuoso nel nord della Lombardia, al confine con il cantone svizzero dei Grigioni, che, in uno spazio relativamente contenuto, racchiude un’infinita varietà di emozioni. È un luogo dove imparare ad amare e a vivere la montagna nelle sue espressioni più autentiche: dal richiamo irresistibile e severo delle cime, anche oltre i 4.000 metri, alla dolcezza di prati, pascoli e vigneti. Una palestra a cielo aperto adatta a tutti, dagli amanti dello sport alle famiglie, da scoprire ognuno al proprio passo. Ma la Valtellina è anche un territorio di borghi ricchi di storia, dove le tradizioni sono conservate da produttori, vigneron, agricoltori e allevatori, persone che valorizzano un’enogastronomia dalle caratteristiche uniche che difendono con orgoglio la propria terra. Per dar voce a questo mosaico di realtà che compongono un’unica destinazione, caratterizzata da valori ed eccellenze comuni (identità, ospitalità, accoglienza, purezza della natura, cultura, enogastronomia), APF Valtellina collabora con i vari Consorzi locali, infopoint ed enti di promozione turistica, oltre che protagonisti del mondo enogastronomico come Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina e Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina.
Per maggiori informazioni sul territorio della Valtellina: www.valtellina.it