Riceviamo e pubblichiamo
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È in libreria da oggi, 9 giugno, per Mondadori il nuovo saggio dello psicoterapeuta diventato un punto di riferimento online grazie al successo virale dei suoi video, voce autorevole che ha conquistato il web (prima ancora di sbarcare sui social). Un invito a riscoprire la responsabilità e i doveri dei figli.
Osvaldo Poli, psicologo e psicoterapeuta, è da anni uno dei punti di riferimento più amati dalle famiglie italiane. La sua straordinaria popolarità sul web racchiude una storia decisamente controcorrente. Nonostante l’autore sia presente da poco tempo sui social network con dei profili ufficiali già da anni può contare su un notevole successo in rete. Da tempo, infatti, il vasto materiale che circola in internet su di lui – e che totalizza costantemente migliaia di visualizzazioni e condivisioni – è stato alimentato esclusivamente dalla spontanea condivisione, da parte di genitori, scuole e associazioni, dei video dei suoi incontri pubblici e delle sue conferenze dal vivo.

Osvaldo Poli non è quindi un “fenomeno social”, ma un professionista stimato la cui autorevolezza nel mondo reale è approdata spontaneamente nel digital grazie al passaparola delle famiglie. I genitori si riconoscono nelle sue parole perché Poli affronta la quotidianità delle relazioni familiari senza idealizzazioni, parlando con una rara combinazione di lucidità, empatia e una sana dose di ironia. In un’epoca di teorie educative spesso colpevolizzanti, la sua voce restituisce a madri e padri la fiducia nelle proprie capacità e la “legittima autorevolezza” necessaria per guidare i figli.
È proprio da questo costante dialogo sul campo con le famiglie che nasce il suo nuovo saggio, in uscita oggi, 9 giugno 2026, per Mondadori “Anche i figli hanno dei doveri. Per un’educazione all’impegno e alla gratitudine”.
Il libro
La cultura educativa contemporanea ha eretto un tempio ai diritti dei figli: il diritto all’ascolto, alla comprensione incondizionata, al riconoscimento di ogni sussulto emotivo. In questo scenario, sembra però essersi smarritala legge della reciprocità. Se l’obbligo dei genitori di accudire e proteggere appare ovvio, un interrogativo urgente resta nell’ombra: qual è il dovere dei figli verso chi li ha messi al mondo?
Osvaldo Poli riporta al centro del dibattito un’ovvietà dimenticata, chiarendo subito che non si tratta di un nostalgico ritorno a modelli autoritari del passato. È, al contrario, un atto necessario per favorire la reale crescita dei ragazzi, affinché non confondano l’amore con il diritto a essere perennemente accontentati.
Nel volume, l’autore smonta con precisione i «virus culturali» del nostro tempo:
Il “disagismo”: la tendenza ad assolvere ogni comportamento negativo del figlio addebitandolo a un presunto disagio interiore.
Il “determinismo educativo”: l’attitudine ad addossare sempre e comunque la colpa di ogni inciampo del figlio ai genitori.
Contro queste derive, Poli invita a esercitareil buonsenso. Esigere da parte dei figli uno sforzo o una rinuncia, anche se costa fatica, non è crudeltà, ma l’unica strada per rendere i ragazzi più forti e più liberi. I figli non nascono come una tabula rasa, ma con un «software preinstallato»– un proprio temperamento – che il genitore deve imparare a conoscere. Educare significa quindi correggere quei “bug” del carattere che logorano la vivibilità quotidiana, aiutando i ragazzi a diventare la migliore versione di sé.

Osvaldo Poli, psicologo e psicoterapeuta, lavora quotidianamente con i genitori e con le coppie, accompagnandoli nel delicato compito di costruire relazioni educative solide e affrontare le difficoltà relazionali. Accanto all’attività clinica individuale, tiene numerose conferenze e incontri pubblici in tutta Italia con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di famiglie, offrendo strumenti concreti per creare legami più sereni, consapevoli e duraturi.
Osvaldo Poli
“Anche i figli hanno dei doveri. Per un’educazione all’impegno e alla gratitudine”
Mondadori
pp. 144
€ 18,50
